un amore mai dimenticato

Un amore mai dimenticato

Un amore senza fine ma con un nuovo inizio

Sogni…fantasie…voglie…paure…ansie…e tutte queste sensazioni mi portano a te…sei dentro come l’ossigeno…mi fermo, ti penso e mi sento un fuoco che arde.

Perché ho dovuto vederti questa mattina, vederti che ti strusciavi a lei, quando sino a qualche mese fa eri dentro di me, nel più profondo delle mie viscere… se chiudo gli occhi posso ancora sentire il profumo della tua pelle e della mia, che sa di noi, dei nostri umori, della sensazione di vuoto nel non essere penetrata da te, dalla tua voce, dal tuo fuoco e dalla tua infinita “durezza”…

Piuttosto bastava dirlo che una “patata” non bastava al tuo “cetriolo”, bastava mettersi d’accordo… ecco… adesso te l’ho scritto… ti ho palesato i miei pensieri, la mia delusione, la mia interminabile attesa di te.

Oddio, vorrei essere una mosca per poter scrutare la tua espressione mentre leggi, carpire i tuoi pensieri, sentire il calore della tua pelle, mentre ti si fa duro nel realizzare che avresti potuto godere di più…

Ma vedo che non ti perdi d’animo…sei uno che agisce e…anche molto in fretta…

Squilla il telefono… che faccio rispondo? il tuo nome che insiste, uno…due…tre…quattro squilli… no, non rispondo, ti mando un messaggio… un unico sms con scritto: “ore 11:00 al solito posto, Elena”.

La nostra baita

Gioco d’anticipo… con la mia mountain bike salgo il sentiero ed eccola, sempre lì, ad aspettarmi… ad aspettarci come l’ultima notte di passione… meravigliosa la nostra baita.. ma non voglio pensare ad un ieri che non c’è più!

Non era altro che un cubo di legno la nostra baita, dentro non c’era nulla, quando la scoprimmo era disabitata, vandalizzata… piano piano ce ne siamo appropriati, l’abbiamo pulita, sistemata e personalizzata… faceva parte di quel “noi” che avevamo costruito, noi insieme a lei… e adesso a distanza di mesi, capii quanto mi mancasse.

Non feci in tempo ad assaporare questi pensieri, che la malinconia fu scacciata dalla vista del letto, il nostro letto, quell’asciugamani lasciato sul cuscino nella fretta, sapeva ancora di noi… cazzo che ricordi, mi ci fiondo e chiudo gli occhi, voglio assecondare quei ricordi, riviverli nel silenzio, nell’attesa…

Non riesco a pensare a quanto tempo trascorsi con quei pensieri, ma ad un tratto mi ritrovai senza maglietta, con i capezzoli che mi dolevano per quanto fossero turgidi, mi sedetti e sentii l’interno coscia umido… intrufolai una mano sotto il vestito e mi scoprii bagnata e calda… ero eccitatissima, ma dovevo darmi una calmata, non potevo fargli vedere il mio lato sentimentale, dovevo rimproverarlo, punirlo…

Non finii in tempo, che dal rumore capii che era arrivato, allora mi alzai, sistemai velocemente e feci per raggiungere la porta… aprii…..

Quasi mi prendeva un colpo! Non era solo…

Cominciai ad agitarmi, ma non potevo farglielo capire, dovevo inventarmi qualcosa…

Sorpresa

Ebbene, lui prese la balla al balzo, in questo momento di imbarazzo e ci presentò… cazzo che sorriso, disarmante… ho notato che è un’unica cosa con gli occhi… ridono anche loro… Mirella si chiama.. bel nome, adatto alla sua delicatezza…

All’improvviso non la vidi più come una nemica, anzi! Mi piaceva…. mi piaceva troppo!

E lui? Roberto il solito stronzo, sorriso inebriante e occhi penetranti.. Stava di fronte, seduto nella sua solita sedia e mi guardava, mentre mi raccontava i successi degli ultimi mesi, lei in silenzio, quasi annoiata…

Faccio il caffè e lei mi segue, con la scusa che voleva vedere il piano cottura… io ero occupata, con le mani bagnate nel lavare le tazzine e le chiedo il favore di prendermi lo zucchero nello sportello in alto. Lei si butta su di me e sento i suoi seni sulla schiena e mi assale un brivido forte, sconosciuto, mi giro di scatto, le infilo la mano sotto la maglia e le afferro un capezzolo… lei ammicca con le labbra, leccandosele, mi guarda e mi sorride…allora capisco che le piace…e anche lei annuisce… si ricompone…scompare nella stanza… raggiunge Roberto e dopo due minuti li raggiungo anch’io, beviamo il caffè e mentre la mia scarpa scivola via, il mio piede è sui suoi pantaloni, cerco il suo pene e dallo sguardo capisco che gli piace… abbasso lo sguardo… e senza pensarci…. mi alzo e vado verso il letto, mi siedo e chiedo a Mirella di raggiungermi.

Mirella, un desiderio particolare

Lei non se lo fa dire due volte… sembra come quei cagnolini che capiscono che gli stai per dare il premietto… quanto é bella, nelle sue forme…l’osservo e mi piace sempre di più, le sorrido mentre le faccio vedere delle foto, le racconto di Roberto e delle uscite con i soliti amici e lei ascolta interessata…

Ad un tratto, le mie gambe dentro al vestito si allargano mentre guardo Roberto, poi riguardo lei, cerco la sua approvazione ancora una volta… lei si alza, timidamente, non capisco cosa stia per fare, é lenta, delicata ma, a sua volta, seducente, ammaliante, profumata.

Chiusi gli occhi, per sentire meglio questa sensazione e all’improvviso sentii dentro la gonna una mano che mi sfiorava le caviglie, delicata, morbida.. aprii gli occhi.., era Mirella, in ginocchio davanti a me, e con le mani saliva sulle mie gambe e io trasalivo, sentivo meno la salivazione, ingoiai una o due volte e guardai Roberto.

Sorrideva mentre Roberto si avvicinava… era dietro di lei, le chiese di sbattermi contro il letto e di aprirmi il vestito…

Ai suoi ordini

Dai Mirella, spoglia Elena, piano piano”, diceva.

E così fece, uno a uno i bottoni furono aperti e io ero un fuoco .

Roberto continuava a darle ordini, facendomi spogliare ancora e, mentre mi toglieva il reggiseno, era quasi su di me, con una gamba tra le mie e il suo seno ancora vestito quasi sulla mia pancia… avevo la pelle d’oca e respiravo il suo profumo, il suo alito era sul mio collo.

Cominciò a leccarmi le labbra, mentre Roberto le scendeva la gonna e insinuava le dita tra le sue mutandine.

Le sue labbra erano caldissime, morbide, carnose, e la sua lingua…cosa non era quella lingua che dal collo scendeva sui seni, e mi stringeva i capezzoli succhiandoli e mordendoli lentamente, piano e poi vigorosamente… girava tutto intorno a me, lei era molto provocante e la sua lingua sapeva muoversi…

Lei, emozioni nuove

Roberto le aveva tolto le mutandine, ormai fradicie dei suoi umori e le aveva tolto la maglia e staccato il reggiseno.

Io la guardavo, cazzo mi attizzava da morire, Roberto quasi era diventato trasparente, inutile in quel contesto, per me in quel momento esisteva solo Mirella.

E lei doveva averlo capito, perché all’improvviso, mentre la lingua di Roberto era nella sua vagina, la sua iniziò a scorrere più giù, mentre con le mani mi toccava e con le dita mi sfiorava… io ansimavo di piacere, non avevo mai provato delle emozioni così forti… mai con una donna…. Ed ecco che la sua lingua fu dentro la mia vagina, lunga, dura e come si muoveva….succhiava il mio clitoride e leccava, stavo impazzendo…

Quando Roberto….

Elena mettiti a pecorina, che voglio giocare anch’io”, ordinò.

E feci di più, coinvolsi Mirella, mi misi a leccarle la vagina, le entrai con tutta la lingua, mentre Roberto m’infilava le dita dentro la vagina e poi nel buchetto del culo, leccava e con le dita entrava, vagina e culo… culo e vagina… ininterrottamente, fortemente… mi succhiava il clitoride e m’infilava prima uno, poi due… fino a quattro dita e il mio piacere era alle stelle…

”Dai Elena”

Dai la mia porcellina Elena, fammi vedere che sei sempre la mia porcellina Elena, dai ficca le dita nella vagina di Mirella e succhiale fortemente il clitoride, lasciala senza respiro… Dai Elena, dammi il tuo culo, guarda come ti penetro, lo senti quant’è duro il mio pene, dai che spingo e le tue grosse tette ti sbattono, dai che ti sbatto forte il culo, adesso in vagina, dai lo senti tutto dentro? senti quant’è lungo?”

Io non capivo più nulla, mi misi sopra Roberto dandogli la schiena… Lui continuava a penetrarmi forte, era maestoso, si sentiva la sua grandezza e Mirella mi succhiava i seni e mi toccava fortemente il clitoride… piangevo per quanto forte era il piacere….

Ancora Mirella, dai continua a succhiarmi il clitoride e con le dita penetrami la vagina mentre Roberto m’incula, dai forte così, non fermarti, poi continua con le dita, sali con la lingua e succhiami i capezzoli… Tu Roberto scopami, scopami come scopavi la tua Elena, la tua porcellina, dammi il tuo penne, fammelo sentire tutto dentro, forte, dai spingi… spingi… così…. spingiii, non ti fermare, vai… vai…dentro… tutto… daiiiiii così….. bravissimo, sei immenso….”

Un piacere infinito

Il piacere era immenso, unico, tutt’e tre eravamo un’unica anima, un unico piacere….

Continuando, chiesi a Roberto di coricarsi, così da potergli succhiare il pene… nel frattempo…

Mirella mettiti dietro di me e con le dita aprimi la vagina e ficcami la lingua dentro, stringimi forte il clitoride e continua a leccare senza fermarti”, le chiesi.

Contemporaneamente, presi il pene tra le mani, era caldo, non troppo duro… cominciai a leccarglielo da sotto a sopra, scendevo leggermente la cappella, sfiorandogli il filetto e sentivo gli spasmi… glielo stavo succhiando, prima piano e poi più forte…adesso era durissimo, gli massaggiavo le palle, gliele leccavo… risalivo con la lingua e succhiavo… succhiavo… scendeva la sua linfa e io la leccavo, poi ne prendevo un po’ con le dita e massaggiavo le labbra di Mirella per condividere la meravigliosa linfa di Roberto, stessa cosa faceva Mirella con me e Roberto…

Non mi sarei mai fermata…

Lei con la lingua e le dita prendeva la mia linfa che scolava dalla mia vagina… Mi baciava e le dita le infilava nella bocca di Roberto… adesso Roberto non ce la faceva più, era eccitatissimo e il suo

pene aveva gli spasmi ad ogni risucchio… ecco che stava per sborrare… stringevo con le mani e lo segavo mentre continuavo a succhiare…

Siiii Elena continua così, dai che sborro, siii ancora, non fermarti, dai che vengo, daiiii…..” urlò di piacere.

Ecco che accoglievo il suo latte caldo, lo sentivo in gola…caldissimo, buonissimo, poi gli ultimi schizzi sui capezzoli….I suoi schizzi caldi, eccitanti, che me l’indurivano ancora di più e Mirella leccava vogliosa, senza freni, con tanta fame… mentre la mia vagina era un mare di piacere, calore…

Non mi sarei mai fermata…. il mio amore per Roberto era senza fine e con Mirella ero ancora all’inizio.

 

racconto di Elena 176 , chiamala per altre storie piccanti allo 0695541845 oppure all’ 899626217

 

i peccati di due novizie

I peccati di due novizie – la retta via –

La novizia arriva a Roma

E’ forte il desiderio in Halena, una ragazzetta di un paese lontano, dove il suo credo è decisamente in minoranza di riuscire a realizzare la sua vocazione religiosa.
Bella, alta, capelli neri come la notte e occhi azzurroverde, e con un corpo decisamente da urlo. Nulla da invidiare ad una modella ma il suo cuore è puro e il suo corpo incontaminato.
Grazie ai contatti giusti arriva a Roma nel convento che la renderà ciò per cui è nata, il suo destino è scelto…Ecco l’occasione della sua vita , quella che le permetterà di realizzare il suo più grande desiderio, essere una suora vera.

Il diavolo e l’acquasanta

A condividere la stanza con Halena c’è un altra ragazza, anche lei molto giovane, di nome Miriam. Una moretta di Roma, dagli occhi scuri e profondi. Una bellezza mediterranea tutta Italiana. Miriam, a differenza di Halena, è sempre stata una ragazza frivola, tutta tacco 12, minigonne e gloss. Una vita dissoluta tra i festini nella Roma bene e troppi vizietti che le avrebbero garantito certamente una vita incasinata. Così, in cerca di ritrovare se stessa e la retta via soprattutto…viene accolta in questo luogo lontano dalla perdizione, ma sappiamo bene quanto certi vizi siano difficili da lasciare andare.
Tra le due ragazze ci fù da subito una forte intesa. Così diverse ma affini come se si compensassero, alla vista erano il diavolo e l’acquasanta. Ma divennero subito amiche in questa realtà dura, fatta di preghiere, regole, privazioni e reclusione.

Dure giornate e piccoli segreti da novizie

Le giornate erano tutte uguali, iniziavano alle 5:00 con preghiere e meditazione, la messa delle 8:00, poi la colazione frugale, compiti e mansioni da svolgere fino alle 12:00 e  poi il pranzo, altrettanto frugale. Subito dopo si ascolta in rigoroso silenzio la lettura di un testo spirituale, si lavora ancora fino alle 18:00 , la cena(forse), si prega di nuovo fino alle 22:00 e poi si dorme. Il rapporto tra Halena e Miriam si fa più forte, le ragazze sono complici, e Halena mantiene i piccoli segreti di Miriam per se. Come quei rumorini che la svegliano in piena notte, i fremiti e gemiti strozzati sul cuscino di Miriam che si masturba freneticamente ogni santa notte. Halena che non ha mai sperimentato nella sua vita i piaceri della carne proprio non comprende come sia possibile lasciarsi andare in quella maniera.

Amore saffico tra le due amiche

La ragazza, un giorno, durante i lavori nell’orto decide di affrontare l’argomento con la sola amica che ha e Miriam scoppia a ridere incredula.
“Sei così bella e non hai mai preso il cazzo? Non ci credo! Nemmeno una leccatina a na bella cappella?”
Halena, con il viso rosso di vergogna scuote la testa ad occhi bassi, confermando che non ne sa proprio nulla di maschi.
Inconcepibile per Miriam, che le si avvicina, dolce e maliziosa. Lei con quella vocina innocente e quello sguardo da zoccoletta eccitata, le accarezza le forme nascoste dall’abito casto. Halena in quell’istante sente un brivido che mai ha provato prima, lo sente nascere nel ventre ed esplodere in qualcosa di bollente che le pervade il grembo. Scivola sulle cosce che le tremano, il tocco di Miriam si fa più intenso e mentre scende con le mani le si inginocchia davanti intrufolandosi sotto le vesti.

Halena crede di morire per l’emozione che sta provando con la lingua di Miriam e quelle dita che vanno a stuzzicarle ogni punto li sotto, sente come quell’intenso momento stiaa per scoppiarle tra le cosce. Quelle cosce pure, fino a prima della bocca di Miriam e di quelle dita sottili e affusolate che l’ accarezzano da dio. Halena non sa come fermarsi e la sua carne pulsa, trema e schizza nella bocca di Miriam che beve di gran gusto tutti quegli umori, per poi uscire da quelle cosce tremanti e baciare sulla bocca la sua amica, facendole sentire il buon sapore che ha il sesso.
Le ragazze da quel momento furono più unite e complici che mai e le lunghe notti non erano più così fredde, le grandi leccate di quelle giovani fichette gonfie e sempre bagnate le rendevano notti bollenti e piacevoli.

I piaceri dell’orto

Miriam, un pomeriggio nell’orto, ebbe l’idea di chiedere ad Halena se voleva provare qualcosa di più eccitante, che le avrebbe dato un piacere molto più intenso.
Il desiderio che aveva Miriam era quello di penetrare e farsi penetrare da Halena, povera Miriam, lei senza cazzo non sapeva davvero stare ma Halena che non ne aveva mai preso uno non poteva capire di che piacere si stava privando da una vita.
“Dai Ale, appoggia le mani su quel tronco e apri le gambe, vieni, spingi fuori sto culetto che ora la mia lingua ci fa magie…Tranquilla che sarai vergine come tutte le spose, vergini in fica sfondate nel culo!”

Miriam inizia a leccarla e Halena se la gode dilatandosi tutta, sempre più gonfia e aperta inizia a sentire qualcosa che le si appoggia in quel buchino…si proprio quello nel suo culetto. Miriam le spinge una piccola carota, si fa spazio, le apre quel culetto dolcemente con un gioco da maestra di lingua e rotazioni, scivolamenti dentro fuori e ancora lingua tra culo e fica, tutto va per il meglio, è fatta. Ormai Halena è aperta, può prendere qualcosa di più grosso come una di quelle zucchine chiare, lunghe e strette.
Una volta dentro Halena, Miriam si infila dentro l’altra estremità della zucchina  per scoparsi la figa mentre incula la sua amica, il piacere è così forte che i gemiti sono incontenibili, tanto da richiamare l’attenzione della madre superiora che impazzisce alla vista di questo spettacolo osceno e perverso.
Prese per il collo e staccate l’una dall’altra dalla madre superiora che, senza perder tempo, le prende a colpi di canna di rattan che la vecchia aveva sempre con se, perchè le punizioni non mancavano mai, per un motivo o per l’altro.

Punizione

I primi colpi sulle cosce delle ragazze, i successivi sul culo, prima una e poi l’altra sulle ginocchia della Superiora a farsi fare il culo rosso da innumerevoli sculacciate. Quelle natiche dai cordoni rossi, bollenti, dovevano espiare le colpe della lussuria ma, per la madre superiora, la vista di quei buchini spanati era inaccettabile. Bisognava estirpare il seme della lussuria da queste piccole puttane.

Arrivate le alte sfere, dopo essere state informate dell’accaduto, vengono accompagnati in una grande aula dove li attendeva la Badessa con le due ragazze. Private dell’abito che ormai non meritano più, nude, umiliate e in ginocchio attendono con terrore la punizione imminente.
Gli alti prelati, alla vista di queste due cagnette addestrate al suono del clicker in mano alla badessa, si alzano e si inginocchiano a seconda dei click-clack che sentono, si rendono conto che la punizione deve essere esemplare. Per colpa di queste due puttanelle i loro cazzi sono di pietra, i pensieri annebbiati dal peccato della carne…si insomma se le voglio fottere.

Pene corporali a colpi di cazzo

Il più alto in carica prende l’iniziativa avvicinandosi alle ragazze e porgendo la mano destra per farsi baciare l’anello. Le due, spaventate, baciano timidamente l’anello, ma la Badessa furiosa con le due, le afferra per i capelli intimandogli di tirare fuori per bene la lingua come le cagne che sono e spingendole sulla mano dell’uomo le obbliga a leccare l’anello.
Alla vista di ciò anche gli altri si avvicinano come lupi affamati, mostrando le loro cappelle gocciolanti che sotto gli abiti talari erano ormai ben visibili. Accerchiate da questi uomini non hanno scampo e dovranno subire le punizioni che verranno loro inflitte senza pietà.

Uno di loro, con in mano una vecchia paletta di legno, inizia a colpire le tette gonfie e turgide di Halena mentre un altro pizzica e torce quelle di Miriam per poi schiaffeggiarle entrambe sulle bocca. Le labbra ora gonfie, rosse e colanti di saliva e quei faccini rigati dalle lacrime rendono ancora più eccitati e violenti gli inquisitori che, uno a uno, spingono il membro duro e gonfio nelle bocche delle ragazze. La suora preme con forza le teste delle giovani, schiacciando quei nasini contro quei peli ricci e folti ingozzandole di cazzo fino a fargli girare gli occhi al contrario.

Ritrovare la retta via

Ma le ragazze nell’orto si scopavano con i frutti della terra e certo non poteva finire così la punizione, un click e le troie erano in piedi ,un altro click e subito a pecora. I cazzi che le due prendevano a ripetizione ormai non si contavano più e la suora esordisce con una saggia osservazione “luride troie,lo volevate dentro? ECCOVI SERVITE!!!”
Scopate in culo e in figa senza pietà, un solo attimo di tregua avviene quando uno degli esecutori scoppia in una risata sadica e crudele . “Questa puttanella era vergine” dice fiero di averle spaccato la fighetta per primo. Goduto nella fighetta violata di Halena e fiero della sborrata copiosa che le ha riempito il ventre, sfila il suo cazzo, glielo porta alla bocca e le ordina di ripulirlo tutto. “Guarda piccola troia cosa hai fatto ,volevi il cazzo? ora ne hai quanti ne vuoi”.

Ma ecco che mentre Halena ripulisce ubbidiente, l’uomo ride ancora e le piscia in bocca con la suora che pretende che non ne vada persa neanche una goccia. Le ragazze lavate dai peccati con il piscio vengono schiaffeggiate e sculacciate  con la faccia a terra mentre leccano nella pozza formatasi sotto di loro.
Con il culo e la figa colanti di sborra le ragazze hanno finalmente trovato la RETTA via.

racconto di Ylenia, chiamala allo 0695541845 oppure all’899626217

un'amica tutta da scopare

La mia amica tutta da scopare

Lesbo ”wife”, un’amica per la vita

La mia amica del cuore, come ormai quasi tutti sanno, è Ylenia. Detta anche ”mia moglie” per gli amici! Tutti sanno che condividiamo molte passioni e che la carica erotica tra noi due è fortissima. Per forza, penso io, ha un corpo da sballo e una mente sopraffina e perversa al punto giusto. Lei è il tipo di persona che incarna il mio ideale sia di bellezza che di mentalità. Non fosse che ad entrambe piace il cazzo saremmo una felice coppia lesbo. Ma questo non ci impedisce di divertirci insieme tra un cazzo e l’altro. Al contrario, le nostre scopate sono sempre memorabili. Oggi voglio raccontarvi della nostra ultima sexual session perchè, in un certo senso, vi coinvolge. Giovedì scorso alcuni di voi avranno notato che ero assente da Rubyrouge. Quello che non sapete è che ero presente tra le cosce della mia amica! E lei non era ”assente”…

Sono andata da lei per pranzo. Avevamo deciso di cucinare qualcosa insieme e di passare un pomeriggio all’insegna del relax e del divertimento in una sorta di SPA casalinga. Quindi ci siamo procurate un po’ di ortaggi per cruditè e centrifugati, delle creme per il corpo e tutte quelle cose da donna che ci rendono belle per voi maschietti. Ma già mentre prendevo in mano il lungo cetriolo ho capito che la giornata avrebbe preso una piega decisamente più interessante… La mia stupenda amica, guardando il cetriolo, si avvicina e da una lunga, lenta e sensuale leccata su tutta la lunghezza dell’ortaggio! Scoppiamo a ridere ma vederla così mi ha risvegliato all’istante la figa. ”Certo che un cazzo così sarebbe perfetto!” -mi dice la mia dolce puttanella- ”sempre duro e pronto all’uso!”.

Succhia il cetriolo moglie!

Così le vado alle spalle e glielo poggio contro il retro della coscia facendolo scorrere delicatamente. ”Dici che è delle dimensioni giuste?”  -le chiedo- ”a me sembra fin troppo grande”. E inizio a spingerlo tra le due cosce lisce e sode. La mia bambolina scoppia a ridere, poi si gira e si mette in ginocchio davanti a me esclamando: ” c’è solo un modo per scoprirlo!”. Se fossi stato un uomo avrei schizzato all’istante nel vedere la bocca della mia sensuale amica avvolgere il mio ”cazzo”. Spompina alla grande e vederla è uno spettacolo. La voracità con cui lo ingoia e lo succhia è un qualcosa di eccezionale. Anche il cetriolo, a quel punto, voleva sborrare. E di sicuro la mia patatina era già decisamente cotta in umido mentre tenevo il cetriolo a due mani.

”Perchè non ti siedi sul tavolo?” mi chiede la mia adorabile zoccoletta. Detto fatto mi ritrovo a gambe aperte sul bordo del tavolo con le sue dita che scostano le mutandine e la sua lingua che inizia a scavare per allargare le labbra carnose della mia figa fradicia. In pochi minuti mi sono trovata col cetriolo piantato nella figa e la sua bocca che lo spingeva dentro tenendolo coi denti. Arrivato in fondo riprende a spompinarlo facendomi godere.  Lo tiro fuori dalla figa e lo rimetto dentro dall’altro lato per farle addentare quel succoso cetriolo al sapore di figa. ”E’ ora di pranzo…mangialo da li…” .  Senza smettere mai di sgrillettarmi il clitoride la guardo godersi quel salubre spuntino. Certo, mi dico, il nostro concetto di SPA è leggermente diverso da quello delle altre donne!

Inconsapevole sesso a tre

In quel momento squilla il telefono, una chiamata sulla linea Rubyrouge. Un cazzo da far sborrare. Le dico di non dire che sono li con lei. ”pronto? sono ylenia…” . Un uomo eccitato, a cazzo duro, con la voglia di sborrare che gli fa esplodere le palle. Mi rimetto in piedi e la faccio piegare sul tavolo. Le alzo la gonna e mi godo lo spettacolo della sua figa depilata e aperta. Le passo le dita e poi me le porto al naso per sentire l’odore del suo sesso. Le dita sono umide e sanno già della sua figa calda. Guardo quel suo culetto sodo e avrei voglia di morderlo. Le sussurro un ”non ti muovere” e vado in camera da letto a prendere la crema da massaggi e il nostro giocattolo preferito. Adoro indossare lo strap-on, mi piace scoparla con lo strap-on.

Torno in cucina e la trovo esattamente come l’avevo lasciata, col culo in aria e quello sguardo da troietta affamata. Sta parlando col tizio al telefono ed è eccitatissima, gli sta descrivendo in quanti modi saprebbe succhiargli il cazzo e lui sta sicuramente sparandosi un segone da paura. Poggio il barattolo della crema sul tavolo, lo apro e le prendo una buona quantità con la punta delle dita mentre le premo il cazzo sulle cosce. Inizio a spalmarle la crema sui glutei accarezzando e premendo. Le passo la mano di taglio tra le natiche arrivando fino al limite della figa che sta colando fuori una gocciolina di piacere. Con la punta dell’indice mi soffermo sul buchino stretto del suo culo e premo leggermente. Lei spinge indietro e il dito entra con molta facilità mentre lei emette un lungo sospiro. Godo all’idea che l’uomo al telefono pensi che lei si stia toccando da sola mentre sono io a farlo.

Double penetration for my wife

Le appoggio la cappella grossa e dura all’imbocco della figa e, mentre lei dice all’uomo che si sta sditalinando, gliela infilo prendendola dai fianchi. Lei geme e io affondo tutto il cazzo nella sua figa sbrodolante. Inizio a scoparla con un ritmo regolare perchè so che vorrebbe che me la scopassi duro. Vuole l’orgasmo e lo vuole in fretta ma a me piace torturarla un po’ così rallento ancora mentre lei geme di piacere e frustrazione. Spinge contro il cazzo cercando di prenderne sempre di più e io le ripunto il dito contro quel buchino stretto che si apre a stella. Con tutta la crema sulla sua pelle il dito entra scivolando facilmente senza nessuna resistenza. Credo che il tizio al telefono le stia chiedendo di prendere il cazzo in culo perchè lei dice ”siii sfondami il culo…scopami”. Amore mio…certo che ti scopo il culo se me lo chiedi con tanta veemenza!

Penserete che le abbia sfilato il cazzo dalla figa e glielo abbia infilato tra le chiappe sode…sbagliato! Chiudete gli occhi e immaginate la scena. Lei piegata a novanta con la figa piena di cazzo e grondante umori e la sua candida manina che afferra una zucchina dal tavolo e me la allunga. Il cervello mi si è spanato all’istante. Lei che dice inculami ti prego, lui che immagina il suo grosso cazzo sfondarle il culo, io che afferro la zucchina dalla sua mano. Prendo ancora un po’ di crema e la spalmo sulla zucchina prima di puntarla e iniziare a spingerla dentro. Guardavo il suo buco aprirsi per accogliere il nuovo giocattolo mentre tenevo fermo il cazzo nella sua figa. Lo sentivo penetrarle il culo e battere con il mio strap-on cercando di farsi spazio. Comprendo meglio la voglia di sborrare di voi maschietti…dentro la mia testa la stavo inondando di sperma!

Una zucchina nel suo adorabile culetto

La zucchina è entrata tutta e lei ha urlato. Così ho preso a scoparle la figa per farle rilassare il culo. E ha funzionato perchè ha iniziato a godere, ansimare, spingere col culo contro di me. La tenevo da un fianco mentre con l’altra mano muovevo e affondavo la zucchina nel suo culo. La tiravo fuori per guardare il culo restare aperto e la infilavo dentro rapidamente. Di continuo. Lei allunga la mano e inizia a sgrillettarsi il clitoride. Capivo che voleva già l’orgasmo ma io non ero ancora pronta a smettere e quel cazzo duro al telefono non voleva ancora sborrare. Così le ho preso la mano e gliel’ho tirata dietro la schiena, tenendola e  rallentando il ritmo dei due cazzi che la stavano martellando in tutti i buchi.

Sono passati molti minuti in cui ”mia moglie” mi ha odiata perchè non le lasciavo raggiungere l’orgasmo come voleva lei ma io mi divertivo troppo a scoparla così. Lui deve averle chiesto, a quel punto, di prendergli il cazzo in bocca perchè lei afferra un’altra zucchina dal tavolo e si riempie la bocca. Spompinava come un drago con la saliva che ricopriva il fallico ortaggio e colava giù. Beh, non ho capito più un cazzo. Ho preso a trapanarla come un uomo, la scopavo senza tregua mentre lei era quasi pronta all’orgasmo. Con la zucchina piantata in culo e la bocca piena le sfondavo la figa senza pietà fino a farla venire. Il suo orgasmo è stato dirompente. Un fiume in piena che mi ha bagnato le gambe e le scarpe. Anche l’uomo al telefono è venuto in quel momento, inconsapevole ma felice che lei avesse goduto così tanto.

E poi?

E poi potrei raccontarvi il resto della giornata, del modo in cui la mia dolce amante si è ”vendicata” scopandomi in tutti i modi possibili e immaginabili ma quella è un’altra storia e forse ve la racconterà lei la prossima volta. Resta solo una domanda…chi era al telefono mentre me la scopavo?

Racconto di Viola 199 e Ylenia 122. Chiamale allo 0695581845 oppure all’899626217 o, se vuoi parlare con entrambe contemporaneamente chiama lo 0695541832

leggi i racconti erotici di Viola cliccando qui e poi su ”i miei racconti” e lasciati trasportare dalle sue fantasie.

e infine non perderti la nuova sezione asmr dove potrai sentirle godere insieme

incesto con mia cugina

Con mia cugina è incesto?

Incesto…che parola grossa!

Io e mia cugina siamo nate a due giorni di distanza l’una dall’altra. Da piccole eravamo sempre insieme, giocavamo, correvamo a perdifiato e ridevamo tanto. Diciamo che oltre che cugine eravamo migliori amiche. Abbiamo condiviso le prime cottarelle e le prime delusioni. Sapete com’è…a 13 anni tutto sembra eterno. Quando ti ”innamori” sembra che ti scoppi il cuore nel petto e quando ti lasci…ti sembra di morire. Noi ci raccontavamo tutto e man mano che crescevamo scoprivamo che ci accadevano le stesse cose, le stesse voglie. A volte ci mettevamo nude, insieme, davanti allo specchio per vedere quanto le tettine stessero crescendo. Le sue crescevano, le mie restavano sempre piccole. Ammetto che la invidiavo . In realtà invidiavo tutto di lei, il suo corpo, la sua personalità ma soprattutto il fatto che aveva già avuto un ragazzo e aveva dato il primo bacio mentre io ancora non sapevo cosa si provasse. Non avrei mai pensato ad un incesto tra noi, ero ancora innocente.

Un innocente bacio saffico

Un giorno, mentre stavamo parlando di ragazzi, le chiedo com’è davvero baciare un ragazzo. Così lei si mette a baciare il dorso della sua mano muovendo la lingua sulla pelle e mi invita a fare lo stesso, ad imitarla. Io lo faccio ma dovevo sembrare una deficiente perchè lei si mette a ridere come una matta e mi dice, tra le lacrime, che no, non si fa così. Ci sono rimasta malissimo pensando che ero un’incapace e che mai nessuno avrebbe voluto baciarmi. Mi vennero le lacrime agli occhi e la mia cuginetta, allora, si fece seria seria e mi disse ”dai, ti insegno io!” . Venne a sedersi vicino a me, sul letto, e mi prese il viso tra le mani. Mi accarezzò i capelli e cominciò a baciarmi sulle guance e poi, via via, le sue labbra si avvicinarono alle mie. All’improvviso sentii un forte calore in tutto il corpo  mentre la sua lingua si faceva strada nella mia bocca. Era strano e mi faceva sentire scombussolata, come se fossi sott’acqua senza poter respirare. Dopo qualche minuto si staccò dalle mie labbra e scoppiammo a ridere. “ecco, ora sei pronta!”.

Un doloroso addio

La fine dell’estate dei miei 14 anni coincise con il trasferimento di mia cugina in Svizzera. Suo padre aveva ricevuto un’offerta di lavoro a Lugano che non poteva proprio rifiutare e così partirono. Era come se mi avessero strappato un braccio, la mia amica, la mia confidente, sorella e insegnante di baci mi veniva portata via per sempre. Per il primo anno ci siamo chiamate quasi tutti i giorni ma la vita, si sa, va avanti e anche i rapporti più stretti si allentano. Così, un po’ per volta, le chiamate si diradarono fino a scomparire del tutto. Bacia molti ragazzi negli anni successivi e ogni volta pensavo a lei, al mio primo bacio. Quando scopai per la prima volta con un ragazzo mi ritrovai a chiedermi come sarebbe stato farlo con lei e immaginai di baciare tutto il suo corpo e di infilare la mia lingua nella sua figa come lui stava facendo a me. Si, forse non era carino nei confronti del mio ragazzo, pensare a lei, ma accadde e il mio piacere fu doppiamente forte.

I 18 anni e la cuginetta ritrovata

Per i miei 18 anni mi regalarono una festa. Avevo carta bianca per organizzarla e invitai una marea di gente. I miei ci lasciarono a disposizione la villa e partirono per il weekend. Avrei realizzato la più figa festa in piscina della storia! I preparativi sembravano quelli di un matrimonio ma alla fine tutto era perfetto. Sarebbe andata avanti tutto il pomeriggio del sabato e tutta la notte! I ragazzi arrivavano a frotte e si infilavano in ogni angolo della casa, si tuffavano in piscina e bevevano come disperati. Io chiacchieravo un po’ con tutti e davvero mi stavo divertendo da morire. Poi la vidi, all’ingresso. Indossava un abito chiaro svolazzante, i capelli tirati all’indietro e il suo corpo che si intravedeva in controluce. Portava un piccolo trolley e si guardava intorno. Andai verso di lei, piena di emozioni che mi toglievano il respiro.

“Erika? Che ci fai qui?? Oddio sono così felice di vederti…è passata una vita!” le dissi buttandole le braccia al collo. “Ciao! I tuoi genitori hanno voluto farti una sorpresa ed eccomi qua! Quanto tempo è passato…fatti guardare!” . Si allontanò di un passo e mi guardò, sorridendo con gli occhi umidi di commozione. La guardai a mia volta ed era così bella, da togliere il fiato. Avrei voluto cacciare via tutti e restare da sola con lei. E invece passammo il pomeriggio a ridere e chiacchierare insieme a tutti gli altri. In costume da bagno era ancora più bella e buona parte dei ragazzi le stava addosso sperando di imboscarsi in una stanza con lei. Li vedevo, a cazzo duro sotto i costumi, fare gli stupidi, schizzarla con l’acqua e sono sicura che avrebbero voluto schizzarla di sperma.

La fine della festa, l’inizio della festa

Verso le tre del mattino cominciarono a levarsi tutti dai coglioni, ubriachi fradici e felici. Beh, almeno quelli che erano riusciti a scoparsi qualche ragazza in un angolo! Tutto intorno era un gran disastro ma dissi ad Erika che ce ne saremmo occupate il giorno dopo. Ora volevo solo starmene con lei e ritrovare quella magia da bambine. La portai nella mia stanza, la stessa che ci aveva visto crescere e che era rimasta identica a come la ricordava…ad eccezione del letto a due piazze che aveva sostituito il letto singolo. Si spogliò per mettersi qualcosa di più comodo e mentre lo faceva io osservavo il suo corpo. Le sue linee era così sensuali. La pelle chiara metteva in risalto gli occhi scuri e i capezzoli grandi che troneggiavano sul suo petto. Il suo seno era così prosperoso che faceva venire voglia di affondarci il viso. Guardavo i suoi fianchi e lo sguardo scese a quella fighetta depilata che sembrava chiamare il mio nome…

Si mise solo un paio di mutandine e una maglietta corta, poi venne a sdraiarsi vicino a me. Credo avesse notato i miei sguardi perchè d’un tratto mi chiese ”ti ricordi quando ti ho insegnato a baciare?”. Abbassai lo sguardo e risposi timidamente di si. “Ci ho pensato spesso sai?” -disse lei- “chissà se le è servito…se ora sa baciare” . In un attimo le sue labbra furono sulle mie. Sentivo il sapore della sua bocca, fresca menta, e aspiravo il suo profumo mentre le nostre lingue si intrecciavano languidamente. “oh si, decisamente sai baciare…”

Scoparmi mia cugina, un sogno che diventa realtà

Tutta la mia timidezza sparì di colpo. Le sollevai la maglietta e la sfilai. Guardavo quei seni pieni e turgidi e finalmente ne assaporai il gusto, la consistenza. Affondai il naso fra quelle tette e succhiavo e leccavo e baciavo mentre lei mugolava sempre più forte. Poi cominciai a scendere con le labbra e la lingua fino alla sua pancia e scostai le mutandine per avventarmi su quella figa depilata che sognavo da tanto tempo. Gliele strappai di dosso e le sollevai il bacino per avere la visione completa di quella cosa meravigliosa che chiamiamo figa. Leccavo e mordicchiavo e più leccavo più lei si bagnava. Adoravo sentirla colare nella mia bocca, sentirla godere più e più volte. Non mi importava del mio piacere, volevo solo farla godere ancora.

Ma la mia saffica cuginetta era di un altro avviso e mi ribaltò sul letto. “E’ il tuo turno…”. I minuti che seguirono furono incredibili, la sua lingua fremeva contro le pareti della mia figa fradicia. Mi afferravo le piccole tette e le tiravo aumentando il piacere mentre la lingua giocava tra figa e culo e le dita si infilavano a fondo nella mia carne. Le dita scorrevano dentro e fuori senza sosta, gli orgasmi arrivavano uno dopo l’altro  e mi lasciavano senza fiato. Sdraiate una sull’altra ci davamo piacere a vicenda, le leccavo il clitoride mentre le scopavo il culo con le dita fradicie della sua figa e lei faceva lo stesso con me. Andammo avanti tutta la notte, terminando, esauste, verso le 6 del mattino seguente.

Un altro addio e una promessa

Dormimmo abbracciate fino alle 2 del pomeriggio e, quando ci svegliammo, ci scoprimmo ancora affamate l’una del corpo dell’altra. “ho solo un’ora, poi devo correre a prendere l’aereo”. Fu un’ora di puro piacere selvaggio. La scopai con le dita, con la lingua e infine col mio vibratore. Lo facevo entrare in lei con un ritmo pazzesco e lei veniva e veniva come la risacca sulla spiaggia. Ad un tratto mi afferrò la mano e tirò fuori il dildo un secondo prima di squirtarmi sul viso. Mi inondò di succo di figa mentre un urlo usciva dalla sua gola. Leccai ogni goccia residua mentre sorrideva felice.

Non mi sono mai piaciuti gli addii. Non sono brava. Lei mi abbracciò forte sulla porta e mentre il taxi arrivava mi baciò con estrema passione. Mi bagnai ancora con quel bacio. Mi disse solo “arrivederci” e sorridendo si allontanò.

Ecco, questa è la storia del mio compleanno e del regalo migliore che i miei genitori potessero farmi. Però mi resta la domanda…scoparmi la mia cuginetta è incesto?

racconto di Matilde 233 – chiamala allo 0695541845 oppure all’ 899626217

Lesbo story, due amiche speciali al telefono erotico godono insieme. il sesso lesbo in un'orgia telefonica

Amiche speciali al telefono erotico

DUE AMICHE PER LA PELLE

Io e Viola siamo amiche da una vita, abbiamo condiviso molte cose e, come si sa, tra ragazze si parla di tutto…a volte anche troppo. Oggi vogliamo raccontarvi cosa ci ha legato così tanto. La nostra amicizia era forte e Viola era la sola a cui confidavo davvero tutto, anche la mia passione esagerata per il sesso. E così, spinta dalla forte curiosità del sesso al telefono e di cosa facevo durante le chiamate erotiche inizia a chiedermi di assistere in silenzio e, magari, di partecipare se si fosse sentita a suo agio. Inizialmente ci rido su e faccio le classiche battutine della serie ”no che poi ti prende voglia e finisce che ti devo scopare”. Lei con un sorrisetto malizioso risponde che non sarebbe male e quello sguardo, seminascosto dalle sue ciocche rosse, mi fa sussultare. Lascio il discorso in sospeso e cambio argomento perchè ci dobbiamo preparare: stasera voglio uscire e divertirmi! C’è un locale, in città, che mi piace tanto quanto il suo proprietario e voglio essere perfetta così trascorriamo il pomeriggio a scherzare e a prepararci, truccandoci con cura e scegliendo dei vestitini piuttosto sexy. Alle 21 finalmente arriviamo al in questo locale e la serata trascorre piacevolmente. Ridiamo e beviamo tanto (quale delle due di più non saprei dirvelo) e a fine serata rientriamo a casa mia.

La prima telefonata erotica con la mia amica

Forse perché ”allegra” o perché, in realtà, non mi sono levata dalla testa quella sua espressione maliziosa…il pensiero di una telefonata erotica con lei vicino a me mi solleticava molto, cosi le chiedo se vuole ancora scoprire i segreti di una chiamata erotica del vivo. Beh, non mi fa nemmeno finire che si lancia sul letto e dicendo che non aspettava altro. Pochi minuti di attesa ed ecco la prima telefonata erotica. Mi chiama Fabio, un uomo dalla voce estremamente sensuale, iniziamo a parlare e, dopo aver appurato che a Fabio l’idea che ci fosse anche Viola in questa chiamata erotica piaceva parecchio…gli presento la mia amica! Iniziai a pensare a come scaldare l’ambiente dato che era la prima volta che Viola parlava di sesso in quel modo con uno sconosciuto. Cosi cerco subito di metterla a suo agio, le raccolgo i capelli e scopro il suo collo e, complice Fabio che mi dice di baciare la sua pelle cosi da potergli descrivere sapore e profumo, la bacio e ci prendo gusto e, dalla voce di Viola, anche lei sembra gradire.

Fabio porta ad un livello più caldo la telefonata e io ne approfitto per baciare la spalla nuda di Viola lasciando scivolare la spallina del suo vestitino. Cazzo quanto mi eccitava con quel micro abito! Tra un bacio e l’altro la mia lingua scorre fin sotto il suo orecchio, lo lecco, giro in torno al lobo con la lingua succhiandolo un pochino e lei, ormai preparata da Fabio, è visibilmente eccitata. Sicuramente complice la serata alcolica Viola finalmente si lascia andare alle piccanti richieste di Fabio che le chiede di baciarmi e accarezzarmi così ci mettiamo comode e, ormai quasi nude sul letto, vogliamo far fare la sborrata più intensa che Fabio abbia mai fatto al telefono. Ylenia e Viola insieme nella chiamata a tre, la chiamata più hot per un uomo che di telefonate erotiche se ne intende! Ci guida come un padrone, un maestro, e iniziamo a leccarci dapprima i capezzoli, mordicchiandoli, succhiandoli e io li sentivo diventare sempre più turgidi nella bocca di Viola.

Erano appuntiti, grossi, duri e Viola mi ripete che le sembra di spompinare una cappella per come se li lavora di lingua . Io che la palpo e le mie mani che finiscono tra le sue cosce e poi Fabio che ci ordina di assaggiare l’una la figa dell’altra e senza nemmeno capire come ritrovo il telefono sul cuscino in vivavoce e Viola su di me in un 69 bollente. Lei mi penetra con due dita mentre mi lecca e succhia le labbra poi si sposta sul clitoride e mi spompina anche quello e più sente che mi piace e più scava dentro di me con le sue dita. Fabio la incita ad aggiungere un altro dito e un altro ancora e io che non ci capisco più nulla. Voglio solo godere cosi tanto da non potermi più controllare ed esplodo in una vera e propria fontana! Nessuno mi aveva mai fatto squirtare cosi e Viola, tutta bagnata, che con le dita colanti mi schiaffeggia la figa ormai rossa e stragonfia che pulsa e gode ancora e ancora.

Fino a farla gridare di piacere

Sposto la mano fino ad aprire il cassettone del mio letto e prendo un dildo, il primo giocattolo erotico che mi arriva sotto mano. Le apro le cosce e lo strofino sulle sue labbra, le vedo colare e dico a Fabio che avrei voluto il suo cazzo li, in quel momento, a raccogliere con la cappella tutti gli umori di quella figa succosa. ”Alla faccia che era timida” penso tra me e me e continuo con lingua e cazzo a farla gemere fino a farla urlare di piacere. Quella sera ci siamo trasformate in due vere troie vogliose capaci di orgasmi fuori dal comune. Ecco, la sto scopando come piace essere scopata a me, forte, decisa, deve sentirlo tutto! Voglio vederla porca e voglio esserlo più di lei! Fabio ci sente e se la gode alla grande e mi incita a farla gridare e così cedo al pensiero che mi girava in testa dal momento che mi ha messo la figa in bocca.

Quel dildo oramai fradicio lo sfilo ed è bollente e la sua figa cola cosi tanto che mi ha già preparato il buco del culo. Si è pronto per il cazzo, e mentre la cappella sta entrando lei mi guarda con quella faccia maliziosa… lo vuole e lo vuole subito tutto dentro! Me la sto inculando e sapere che Viola vuole sentirlo tutto mi da prova di quanto sa essere troia quando vuole. Si prende le caviglie e se le tira su per tenere le cosce aperte e sollevate così le infilo un cuscino sotto i glutei e ora il suo culo e la sua figa aperta li ho proprio in bella vista. Più la sbatto e più gode fino a raggiungere l’apice del piacere, fino a gridare forte! Sono sicura che il suo orgasmo lo abbiano sentito anche i vicini e Fabio non resiste più, quasi mi implora…” Ylenia voglio sborrare…” . Ve lo assicuro, lo volevamo anche noi! Lo avrei ricevuto tutto in faccia, una densa e calda crema bianca sul nostro viso da ripulirci a vicenda con la lingua per concludere con il più bel bacio tra amiche che si possa desiderare. Questa è stata la prima volta di due amiche al telefono.

racconto di Ylenia e Viola