studentessa porca

Il collegio

La troietta va in collegio

Oggi scopriamo la storia di Angelica . Per i suoi genitori l’educazione dei figli è di fondamentale importanza. Decoro, istruzione, buone maniere sono la base essenziale per rendere una vera signorina la loro amata figlioletta. Ma diciamocela tutta, il padre di Angelica è un uomo d’affari sempre via per lavoro e la madre pensa più a farsi scopare che all’educazione della figlia – e d’altra parte è ancora una gran fica, la vera milfona che ti fa tirare il cazzo solo al pensiero – ed ecco perchè si rendeva necessario mandarla in collegio. La giovane Angelica ha preso tutta la troiaggine della mamma e ci mette davvero poco a fare amicizia con le sue compagne, specialmente con Letizia con cui lega davvero tanto. Parlano e si confidano tutti quei piccanti segretucci da teen, le voglie, i pruriti pensando al prof di mate, a quello di bio, al custode e persino al giardiniere. A quell’età non fa molta differenza, la voglia di cazzo è forte e se sei troia come Angelica tutto va bene. Se non fosse per quella stronza della direttrice, sempre vigile e severa, una vera rompipalle, con la faccia da porca – come se lei non avesse le stesse voglie poi – con lo sguardo arcigno.

Giochi lesbo tra collegiali

Per Angelica andrebbe bene anche farsi un ditalino con la migliore amica Letizia pur di godere. Ecco perché, durante le docce, appena si ritrovano sole le si avvicina con la scusa che ha finito il doccia schiuma. “Leti mi presti il docciaschiuma ? Il mio è finito…anzi me lo passeresti sulla schiena ? ti spiace? Dio mio che figata, hai le mani di un angelo, lascia che ti insaponi un pochino anche io, è divertente vero? Ti piace?”. Ovviamente piaceva anche a Letizia sentirsi toccare dalle mani di Angelica , che iniziano a scorrere dalle spalle lungo le braccia, risalgono  e sfiorano la curva delle giovani tettine. Una seconda scarsa, con areole sporgenti e rialzate, e quei capezzoli dritti come chiodi che vengono sfiorati dai polpastrelli di Angelica che, maliziosa, le sorride. Letizia inizia a sentire l’eccitazione salire e il caldo che le si concentra nel ventre e vuole esplodere, sente quelle mani scivolare sulla pancia piatta e il fremito si fa più forte. Letizia non si trattiene dal baciare Angelica pizzicando le sue labbra carnose e cercando la sua lingua, così si ritrovano sotto quella doccia piene di schiuma a limonare e sditalinarsi come due eccitate porcelline molto amiche.

Convocata dalla direttrice

Ma, siccome in  ogni classe che si rispetti la spia leccaculo di turno si trova sempre, proprio mentre Angelica e Letizia approfondivano e godevano della loro prima esperienza lesbo ecco che vengono sorprese dalla stronzetta della classe che non perde tempo e corre ad avvisare la direttrice, che si reca con discrezione a verificare la veridicità di ciò che le veniva riportato. Constatato che le due ragazze troieggiavano come due lesbiche innamorate sotto la doccia sditalinandosi con foga e lasciatele al loro piacere, la direttrice le convoca nel suo ufficio il giorno dopo, sottoponendo loro la domanda diretta: “cos’è successo ieri, durante le docce?”. Mentre Angelica cerca di negare , Letizia vuota il sacco confessando tutto e addossando la responsabilità totalmente sulla pelle dell’amica.  Angelica, che dopo averle fatto pulsare la fighetta come una vera troietta esperta, si sente tradita e sola resta nell’ufficio della direttrice. Impanicata pensando alla sospensione e a cosa avrebbero detto i genitori nel venire a scoprire che la loro amata figlioletta è talmente porca da scoparsi anche le compagne sotto la doccia…a stento guarda la direttrice che con aria severa la rimprovera, dalla sua poltrona.

Una ragazzina strafottente

Con quella gonna fino al ginocchio che le fascia il culo e lo spacco fino a metà coscia che lascia intravedere la balza dell’autoreggente nera, l’austera e rigida donna quarantenne si alza. Il suono dei tacchi di quelle decolletè nere dalla suola rosso fuoco riecheggia nella stanza, insieme ai rimproveri e agli sguardi di disapprovazione. La direttrice nel sentire le banali scuse e le risposte strafottenti da ragazzina spaccona di Angelica si accalda incazzata e sbottona i primi due bottoncini delle camicetta di seta color grigio perla.

Questa alunna va punita!

La direttrice del collegio è infuriata con Angelica, la vede solo più come un arrogante troietta che merita davvero una bella lezione. Eccola, la donna con il suo fare da pantera famelica che ha preso la sua decisione, alzarsi dalla sua poltrona con quel passo che fa aprire lo spacco della sua gonna e scoprire la balza dell’autoreggente, avvicinarsi ad un vecchio baule che Angelica credeva solo un complemento d’arredo antiquato e fuori moda. In realtà ecco rivelata la natura di quel baule, dal suo interno la direttrice estrae un massaggiatore vaginale enorme. Sembra un microfono agli occhi di Angelica che non capisce cosa stia per accadere. La direttrice la prende di forza per i capelli e la spinge sul divanetto al fondo della stanza schiaffeggiandola con violenza. La faccia di Angelica è rossa per le sberle e rigata dalle lacrime. Singhiozzando chiede scusa ma oramai è tardi per quello che riguarda la direttrice, ormai la punizione è iniziata.

Un culetto vergine per la direttrice

La donna le spalanca le cosce e inizia a passarle il massaggiatore alla massima potenza sul clitoride schiaffeggiandole la fighetta fresca e vogliosa. Gliela fa tutta rossa e tra uno schiaffo e l’altro capisce che non basta per una puttanella così, e allora eccola che infila subito due dita, poi la terza e senza preoccuparsene entra la quarta mentre il pollice si fa strada nel culetto vergine di Angelica. La direttrice scava la fighetta della sua alunna troia, le dilata il culo mentre lei gode e piange. La direttrice le chiede “che cazzo piangi? ti piace essere una troia, allora fai quello per cui sei nata! Nella mia scuola tutti devono comportarsi con decoro e disciplina e tu oggi imparerai qual è il tuo posto!”

L’alunna viene fottuta brutalmente

La direttrice molla per un momento Angelica, che crede sia finita qui, prende il telefono e digita qualcosa. Sembra stia mandando un messaggio a qualcuno, poi, posato il cellulare, torna al baule e prende due lembi di stoffa che, dalla tinta, sembrano le cravattine della divisa delle ragazze dell’ultimo anno. Ecco che le usa per legare i polsi della ragazza alla gamba della scrivania, poi le solleva la gonnella e riprende la lezione di buone maniere. Sculacciata, schiaffeggiata e in preda ai singhiozzi ecco aprirsi la porta dell’ufficio, sono i prof. Sono venuti ad aiutare si , ma non Angelica. La direttrice si accomoda alla sua poltrona e si gode lo spettacolo di questi cinque professori che danno una bella lezione del cazzo all’alunna più zoccola del collegio. Mentre Angelica viene fottuta brutalmente in ogni suo buchino, la direttrice allarga le cosce appoggiandole ai braccioli della poltrona in pelle poi scosta il perizoma nero e si masturba la figa con il massaggiatore mordendosi le labbra.

Colata di sborra su quel bel faccino

Si gode lo spettacolo di Angelica scopata in culo da un cazzo maturo e da un altro cazzo in figa. E gli altri tre che spingono a cappellate in faccia per entrarle in bocca. Quelle labbra sfruttate, rosse, sbavate, con la saliva che  cola sul mento e sulla gola di Angelica che viene scopata in bocca come se al suo posto ci fosse una fica. La ingozzano di cazzo per parecchio tempo, alternandosi , passando dal culo, una volta stretto, alla fica gonfia e spaccata ora capace di prendere due cazzi insieme. Uno dopo l’altro arrivano al punto di dover svuotare i coglioni tremendamente gonfi e pieni e questo la direttrice lo sa bene. Così ordina loro di scaricarsi sulla faccia di Angelica che viene ricoperta per bene di sborra calda e densa, tanto da faticare nel tener gli occhi aperti, le cola dai capelli e dalla fronte su tutto il viso.

Una troietta leccafiga

La direttrice la porta di fronte il grande specchio fissato ad una delle pareti dell’ufficio e le dice di guardare che razza di troia è, leccandole il viso e raccogliendo con la sua sapiente lingua tutta la sborra ancora calda da quel faccino, per poi baciarla quasi con amore. Angelica sfondata ormai non sa più cosa vuole né cosa fare se non limonare la lingua della direttrice piena di sperma gustoso. La donna spinge Angelica ad inginocchiarsi davanti a lei e le accompagna amorevolmente la testa sulla sua figa bollente di donna che sa bene cosa vuole. Se la fa leccare dalla troietta che ci mette passione succhiandola tutta fino a  farsi squirtare in bocca e bevendo di gusto. La lezione è stata necessaria per quella piccola puttanella che ora di cazzi ne ha presi per bene e non le resterà altro da fare che continuare la sua carriera di svuota cazzi. Questa è la storia di una cagnetta in carriera!

Racconto di Ylenia 122

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l'amica di papà

La mia amica si scopa il mio papà

Alessia, la mia nuova amica

Erika è la classica brava ragazza, acqua e sapone, ingenua e dolce. Ottimi voti a scuola e senza grilli per la testa è considerata, da tutti, una ragazza come poche. Almeno fino a qualche tempo fa, fino a quando l’influenza della sua nuova amica Alessia non è diventata incisiva. Questa sua “amichetta” sembra molto sveglia, dal fisico procace e sempre poco vestita. Con le sue magliettine scollate, estremamente attillate, lascia ben poco all’immaginazione e ne è consapevole ma di certo non basta a fermarla. E poi quegli short sfilacciati, più simili a mutandine che a pantaloncini, che le lasciano i glutei per metà scoperti. Quel culetto alto e sodo sempre in vista farebbe perdere la testa a chiunque…ed ecco perché non possiamo giudicare più di tanto il papà di Erika. Ha tanto insistito per conoscere Alessia, inizialmente con il fare protettivo di ogni paparino premuroso, ma quelle attenzioni presto sarebbero cambiate.

”Alessia avrebbe passato qualche giorno a casa nostra, fino al rientro dei suoi genitori in viaggio per lavoro. Dividevamo la camera ed era divertente, dal truccarci insieme al prestarci i vestiti, anche se i miei non mi avrebbero mai fatta uscire vestita così.
Mi piace vedere come Alessia ha conquistato la benevolenza di papi, ora certamente farà meno storie per gli atteggiamenti espansivi di Alessia, lei sa come farsi voler bene.
Quella mattina, entrando in cucina per la colazione, trovo la mia amica Alessia già pronta. Come al solito è truccata, con quelle labbra zuppe di gloss rosa barbie, che le rende uno specchio acquoso, sono cosi carnose e gonfie che tutti le fissano e lei ne va fiera della sua bocca, quella ”bocca magica” come dice sempre.

Che succede in camera mia?

Indossa mini shorts, canotta dalla spallina fine e quelle tette che rimbalzano ad ogni movimento, perché lei non sa che cosa sia il reggiseno. Si mette seduta sulle ginocchia di papi che mangia yogurt e cereali, spizzicando un po’ di frutta qua e la. Papà mi sembra imbarazzato e la fa spostare, lei viene felice come una pasqua ad abbracciarmi ma non capivo proprio perché papà non si alzasse dalla sedia, difatti rimase lì finche non andammo via. Era tardi e avevamo i corsi di recupero così corremmo fuori ridacchiando come due stupide ochette. Io e e la mia amica avremmo dovuto pranzare insieme per poi fare un giro al centro commerciale ma, una volta arrivata li, non la vedevo. Il mio cellulare completamente scarico e io li sola come una stupida, decido cosi di andare a casa per chiamarla da lì. Una volta arrivata noto due bicchieri nel lavello, strano, mamma è al lavoro, ma di sopra sento dei rumori, penso al nostro gatto chiuso per una svista in qualche stanza e così salgo. I rumori sono in camera mia, ma certo non è il gatto…

La porta è leggermente aperta e riesco ad intravedere riflesso nel grande specchio il fianco di mio papà. Ondeggia, respira affannato come un cane, sto per entrare e chiedere che ci fa in camera mia, ma vedo quella chioma. Si è quella della mia amica Alessia, la sua testa tra le mani di papà…la sua bocca a specchio sul suo cazzo. Lo stava spompinando alla grande, in camera mia e io non riuscivo a credere a ciò che vedevo. In un attimo lui la ferma, lei ha ancora la mia maglietta addosso, papà la prende per un braccio e la sbatte sul mio letto. Lei è senza mutandine, apre le cosce sorridendo ed impaziente dice “dai papino mangiami la fighetta”. Lui ci si butta in mezzo a quelle cosce e succhia, lecca, come un morto di sete e fame farebbe davanti ad un bellissimo banchetto.

La mia amica si scopa il mio papà

Sento il rumore della sua lingua che vortica, scava. Lo sento come succhia e risucchia la sua stessa saliva che cola e gronda sulla figa di Alessia, lei che ansima e prega di sentirla tutta, lui che si sega il cazzo duro, sembra una mazza. Nemmeno credevo potesse essere così, lo vedo bene appena lui si alza e se lo stringe in mano, poi le sbatte la cappella sul clitoride e lei “dai papi scopami…scopami cazzo ” e poi continua dicendo “sei un vero porcone papi, mi fotti nella cameretta di Erika , dai sbattimi” . A quelle parole vedo papà cambiare, essere più bestiale, la gira di schiena, la solleva dai fianchi. Ora è a quattro zampe sul letto e lui che la monta da dietro, con una mano le tira i capelli mentre con l’altra le tiene il culo. Lo stringe così forte da farla urlare “sii , fottimi così papino”. Era tutto così strano e non capivo esattamente come mi sentivo, so solo che ero paralizzata nel trovare questa sorpresa, paralizzata ma…

Mi accorsi che la  mia mano era finita dentro le mutandine, mi stavo toccando, le dita scavavano dentro al ritmo di papi e Alessia. Ero bollente, gonfia e fradicia, sentivo le pareti contro le mie dita e i polpastrelli che picchiettavano in fondo più che potevano. Ma cosa sta succedendo? papà prende Alessia di forza e la fa girare, la mette a terra. Lei bocca aperta, occhi all’insù e lingua fuori, lui le sbatte il cazzo sulla lingua e  lei che sbava saliva su tutta la maglietta. Papi si sta segando la cappella sulla lingua di Alessia e lei che lo bacia. Vedo lunghi filamenti di saliva e gloss e chi sa che altro che colano dalla cappella alle labbra di Alessia. Il ritmo aumenta, il cazzo esplode e parte una sborrata colossale , tutta la faccia della mia amica Alessia è piena, una maschera di latte bianco e denso che la ricopre.

Non giudicatemi se mi masturbo guardandoli

Lui usa il cazzo come fosse un cucchiaio, la raccoglie e gliela porta alla bocca, e lei la succhia e la beve dalla cappella ancora pulsante. Lei pulisce tutto e papà si ricompone lanciandole un occhiata e con voce ferma e decisa le dice “sbrigati, rimetti tutto in ordine e apri le finestre, senti che cazzo di odore c’è” . Io mi nascondo appena in tempo dietro la porta dello studio, poco prima che lui uscisse e potesse beccarmi li, a godere mentre spiavo il loro segreto. Non giudicatemi per quanto ho goduto e ancora mi masturbo con un pizzico di gelosia al pensiero di condividere tanto con Alessia…
racconto di Ylenia 122

chiama Ylenia allo 0695541845 oppure all’899626217