LA FENICE

Racconti Porno Leggi e Godi Rubyrouge

E’ di nuovo lunedì… sono stanca, assonnata, svogliata, un po’ dolorante dopo il mio solito e intenso fine settimana, dove sfogo la mia vera personalità…

La sveglia suona, sono le 6 di mattina, rimango 10 minuti nel letto a pensare che è l’ora di rientrare nei panni di ciò che devo essere nella vita reale..

Già… la vita reale… quell’apparenza non scelta che mi accompagna ogni giorno della mia vita, quell’immagine di me che mi va stretta come un reggiseno d’estate…

Quella che mi è stata imposta da un educazione rigida e autoritaria.

Ho 49 anni, e sono sempre stata ciò che dovevo e ciò che tutti si aspettavano da me… Dopo aver conseguito gli studi d’obbligo è toccata l’università, dopo la laurea con lode il posto di lavoro fisso e dignitoso, poi il matrimonio col il classico bravo ragazzo, apatico e monotono, di conseguenza i figli.. Sono la donna bellissima con la famiglia impeccabile e il buon lavoro, l’immagine inestimabile di ciò che deve essere una donna per la società bigotta moralista in cui vivo..Praticamente ero la perfezione fatta persona.

La classica brava ragazza.

Ma non tutte le apparenze corrispondono a verità, e se la parte razionale della mia mente, quella di donna perfetta, rifiutava nettamente tale ipotesi, la parte passionale ed erotica della mia natura ne era inconsciamente attratta.

Iniziai di nascosto a visitare siti porno, siti di annunci e di incontri, incuriosita dalle situazioni che avrebbero potuto eccitarmi, e decisa a vedere dove quella semplice curiosità mista a eccitazione e proibito avrebbe potuto portarmi.

Incappai per caso in un sito d’incontri, a cui mi sono iscritta, e iniziai a chattare con vari uomini di tutti i tipi, chi cercava una relazione, chi una scopata, chi delle belle trasgressioni.

Conobbi Stefano, alto, rasato, statuario, occhi verdi… Bello come un adone. Mi stregò all’istante col la sua esuberanza mista ad una pacatezza destabilizzante. Iniziammo a scriverci frequentemente, gli raccontavo la mia vita, combattuta dalle mie due personalità in contrasto, lui mi spronava ad ascoltare la mia interiorità invece di soffocarla. Io pendevo dalle sue parole. Fantasticavo sui suoi racconti piccanti di avventure e trasgressioni, mi eccitavo ogni volta che squillava il telefono nella speranza che fosse lui..

Un giorno qualunque, Stefano mi chiese di incontrarci e io accettai.

Ero eccitata, spaventata, curiosa, un misto di emozioni che mi facevano fremere tutto il corpo.

Ci incontrammo in un locale, lui come da foto, un adone in camicia bianca e jeans, io indossavo un vestitino al ginocchio, calze autoreggenti nere, scarpe tacco 12. Ero eccitatissima.

Lui autoritario ma pacato, mi offre da bere, non avevamo molto da dirci visto tutte le nostre conversazione al telefono, ma su una cosa fu molto chiaro: lui non mi avrebbe scopato, ma avrebbe fatto uscire allo scoperto la troia che mi tenevo dentro!

Ero eccitata e spaventata, le regole erano chiare, nessuna domanda, nessuna obiezione, dovevo solo seguire le sue indicazioni e lasciarmi andare. Tremavo, non so se dall’eccitazione o dalla paura, ero consapevole che con lui ero al sicuro, ma fremevo dalla voglia di trasgressione.

Era un venerdì sera….

Saliamo in auto e ci dirigiamo verso un locale che non conoscevo, scendiamo dall’auto e ci incamminiamo, arriviamo davanti a una porticina con un tappeto rosso e lui suona.

A “porte” spalancate

Ci aprono e vedo subito una specie reception con due belle ragazze, vestite decisamente sexy, con abitini cortissimi in pelle, dei tacchi altissimi e resto abbastanza stupita nel guardarmi intorno. Davanti a noi c’è una pista da ballo, con parecchie persone tra coppie e donne sole che ballano.
Alcune indossano degli abiti ridotti al minimo indispensabile ed altre addirittura esponevano i loro seni nudi.
Almeno io resto imbambolata, su un lato c’è la zona bar, con un bancone enorme ed alti sgabelli davanti.
Iniziamo a fare un tour del locale e arriviamo in una zona buia, dove ci sono varie stanze a tema: io rimango sempre più rapita da questo posto, per me nuovo e incredibile. Mentre camminavo, mano nella mano con lui, sentivo diversi uomini dietro di noi e, in certi momenti, qualcuno di più audace si permetteva di palparmi il culo.
Quelle mani e la situazione in cui ci trovavamo, mi avevano eccitato parecchio, così, terminato il giro, decidiamo di fermarci al bar e bere qualcosa per darci una scossa.
Dopo aver preso da bere, ci sediamo su dei divanetti e, in men che non si dica, fummo affiancati da parecchi uomini, che cercavano di proporsi.

A quel punto ero davvero eccitata e, trovata una stanza libera, ci chiudiamo dentro. C’era un bel letto e, sulle pareti attorno, noto molti buchi.

Attraverso una piccola grata, c’è un ragazzo pronto a gustarsi le varie evoluzioni.
Lui mi gira e inizia a toccarmi i fianchi, poi vengo spinta sul letto, sono un po’ tesa ma lui mi dice: “Ora lo faremo guardare e potrà vedere quanto sei porcellina, con un cazzo a portata di mano”.
Io, a quelle sue parole, mi sono eccitata ancora di più e gli dico:
“Ok, facciamolo guardare, di sicuro si farà un’energica sega”.
Mi sentivo come una diva che stava girando un film porno: in un attimo sono con la figa in bella vista ed lui che me la lecca. Intanto, dai buchi che costellano le pareti, vedo spuntare dei cazzi, tanti cazzi…
Io in quel momento, a quello spettacolo, ho avuto il primo orgasmo… Mi sfila il vestitino e rimango con il bustino e le calze autoreggenti, sotto gli occhi allupati di quello che spiava dalla grata.
Inizio a ciucciargli il cazzo e lui, con molto ardore mi tiene la testa e mi dice:
“Hai visto quanti porci hanno inserito i loro cazzi nei buchi? Vorrebbero che glieli ciucciassi troiaaaa”.
A quelle sue parole non ho saputo più controllarmi: mi sono inginocchiata e, piano piano, ho cominciato con il primo; intanto lui mi ha tolto il bustino, facendomi rimanere con le tette scoperte e mi dice:
“Fatti sborrare sulle tette dai” Io ciucciavo come un’affamata di cazzi e la prima sborrata non feci in tempo ad indirizzarla sulle tette, perché me la schizzò tutta in gola.

Mi sentivo “troia”… cambiai subito cazzo… e, stavolta, ero a pecora sul pavimento mentre ciucciavo uno dei cazzi dal buco. Era una situazione incredibile, da pazzi… Sentivo altre donne, nelle altre stanze godere urlando, ed io mi eccitavo sempre di più. Lui iniziò a sculacciarmi le chiappe e dandomi della troia, mi diceva che era tentato di aprire la porta e far entrare un altro maschio, cosi mi avrebbe scopata, visto che ero eccitata al pari di una zoccola…
Io, senza scompormi, mi girai e gli dissi:
“Dai, fallo entrare…”
Ero proprio fuori di testa e così, mentre io andavo avanti a ciucciare il cazzo allo sconosciuto dal buco, andò ad aprire per vedere chi ci fosse e se trovava qualcuno pronto a scoparmi.

Non si può nascondere la propria natura

Ce n’erano diversi che cercavano di poter entrare ed io mi sentivo talmente troia che non volli neanche guardare in faccia chi aveva fatto entrare.
Sentivo parlare questo ragazzo che disse :
“Voglio prima leccarmela, questa gran troia…” Sentii una lingua e delle dita che mi entravano dentro la fica. Dopo quella bella leccata, il ragazzo iniziò a penetrarmi; feci un balzo in avanti: era ben dotato il maiale… Prese a possedermi piano, stringendomi ai fianchi con le mani e pian piano aumentò il ritmo.
Era sempre più veloce ed io godevo sempre di più, mi sentivo sbattere forte, mentre diceva: “Fammi vedere come te la scopi sta troia… non le basta mai il cazzo… senti come gode? come strilla?” e io, sempre in delirio, dicevo:
“Ancora… non ti fermare… sbattimi!” Sento un suo dito insalivato toccarmi il buchino del culo, ma io, invece di oppormi, mi girai e con uno sguardo di sfida e gli dissi:
“Dai… fammi il culo… fammi sentire come me lo sfondi…” Lui, da gran porco, non se lo fece ripetere una seconda volta, uscì dalla figa e, tenendomi le chiappe allargate, sputò sul buco e iniziò a mettermelo dentro. Ci riuscì con un po’ di fatica, all’inizio provai dolore, ma dopo le prime spinte mi piaceva tanto, peccato che dopo un po’ sborrò ed usci dal culo, lasciandomi il culo pieno di sborra, e se ne andò via, abbandonandomi in uno stato di eccitazione pazzesca…

Avevo vissuto una situazione incredibile, non sapevo né il suo nome né chi era…

Ho iniziato a recuperare i miei vestiti sparsi qua e là, sotto una luce appena soffusa, dopo tanto cercare, non trovo più il mio perizoma e “fa niente” mi dico.

Mi rivesto, torniamo nella zona bar a bere qualcosa e stuzzicare qualcosa al buffet, già molto ripassato anch’esso, per i troppi, tanti, affamati in giro.
Era ormai tardi e decidiamo di tornare a casa.
Lasciamo il locale e mentre siamo in auto lui dice:
“Io avrei voglia di qualcosa di dolce, nel buffet di prima non c’era nulla”.
Al che gli rispondo: “Sono le 4.00 del mattino, dove troviamo qualcosa, adesso?”

Ma lui ha sempre una soluzione a tutto, evita la tangenziale e prende l’autostrada, mi dice che in quel tratto, c’è un piccolo autogrill con bar ed è sempre aperto.

In auto ero a cosce aperte, senza neanche il perizoma, e le autoreggenti in bella vista.
Quindi mi dice: “Amore, se ti vedesse qualcuno adesso, ti prenderebbe per una prostituta”.
Ed io gli rispondo:
“Ssiii… pensi questo di me? Mi dai della prostituta?” E rido di gusto!

Gli poggio la mano sui pantaloni e constato che, alle mie parole, gli è venuto un cazzo pazzesco. Sorrido. Giunti al piccolo autogrill, parcheggia quasi davanti all’ingresso.
Gli dico: “Vado a prendere io due brioche e cappuccino, tu aspetta qui, farò finta che sono una prostituta che sta rientrando a casa”
Non metto neanche il capotto e scendo, tanto oltre al barista non vi era nessuno. Tiro giù un pochino il vestitino, ma le balze delle calze autoreggenti le lascio in bella vista.

Un sogno da prostituta

Entro sculettando da vera troia su quei tacchi altissimi, erano in due al bancone, mi squadrano dalla testa ai piedi, ordino, pago e, intanto che preparano, avverto che mi scappa la pipì. Corro in bagno, sono molto eccitata per questa nuova situazione. Mentre sono in bagno mi tocco la figa e la sento ancora eccitata. Esco per andare al banco a prendere le cose da portar via, e mi trovo davanti due maschioni che bevono il caffe al banco.
Al ticchettio dei miei tacchi, si girano e, nel vedermi, si guardano e uno di loro sussurra :
“Cazzo, che troia, chi sa dove batte questa”
Con indifferenza, prendo le mie cose e torno in macchina.

Appena salita gli racconto di quei due uomini, di come mi avevano apostrofato, e gli confesso che a me tutto questo eccita da morire, soprattutto nell’udire cosa dicevano di me…

Non abbiamo più parlato fino all’arrivo nel parcheggio dove avevo lasciato la mia mia auto.

Lui ferma la macchina, mi guarda, io lo guardo…

Sorride e mi chiede come sto… io gli sorrido, mi avvicino, lo bacio sulla guancia, gli sussuro all’orecchio “grazie”.

Scendo dalla sua macchina per entrare nella mia, prima di ripartire lo guardo, lui sorride io sorrido.. Metto in moto e parto.

Durante il tragitto di ritorno a casa accendo la radio, canto, rido, sono felice, sono soddisfatta… Mi sento leggera, libera..

Arrivo a casa, mi spoglio, mi facco la doccia e mi infilo a letto.

Quella notte ho dormito beatamente sognando la mia liberazione.

Ed ecco che finalmente arrivò il giorno dell’inizio della mia nuova, meravigliosa e trasgressiva ME!

E domani è lunedì…

Racconto di Manuela codice 152. Chiamala per scoprire tutte le sue scappatelle!