“Il collezionista di ombre”
Chicago, Estate 1893.
L’Esposizione Universale richiama milioni di visitatori da tutto il mondo. Le luci elettriche illuminano la notte, le attrazioni meccaniche strappano urla di meraviglia, e dietro tutto ciò, un uomo osserva.
Il Collezionista, viaggiatore del tempo, sa bene che questo anno segnerà l’ascesa di uno degli assassini più astuti della storia: Herman Webster Mudgett, noto come H.H. Holmes.
L’Hotel del Diavolo
L’edificio di Holmes, tre piani di mattoni gialli e neri, si erge all’angolo tra Wallace Street e 63rd Street. Dall’esterno sembra un normale hotel per turisti della Fiera, ma dentro è un labirinto di stanze insonorizzate, corridoi ciechi, porte che si aprono su muri di mattoni e condotti segreti che portano alle caldaie.
Holmes, con il suo impeccabile abito a tre pezzi e il cappello a bombetta, guida il Collezionista attraverso i passaggi.
— È un teatro, ma senza pubblico. — commenta Holmes.
Il Collezionista sorride.
“Ogni teatro ha bisogno di spettatori… e di attori.”
Gli Sposini
Il registro dell’hotel riporta nuovi ospiti: Benjamin e Clara Whitford, sposati da appena cinque giorni, arrivati dall’Iowa per visitare la Fiera. Lei, ventun anni, pelle chiara e capelli color miele; lui, venticinque, giovane commerciante.
Holmes li nota con interesse, ma è il Collezionista a fermarsi a osservarli più a lungo.
— Sono puri. — dice.
— E quindi più fragili. — conclude Holmes.
L’Isolamento
La prima sera, Holmes offre alla coppia una “cena speciale” in una sala privata del piano superiore. Il vino è corretto con una tintura di laudano e un afrodisiaco a base di damiana. Risate e sguardi si sciolgono.
Benjamin viene convinto ad accompagnare Holmes per vedere “la terrazza panoramica”. Lo porta invece in una stanza dalle pareti imbottite, lo colpisce alla nuca e lo lega a una poltrona di cuoio. Davanti a lui, uno specchio scuro.
— Vuoi vedere quanto la ami davvero? — gli mormora Holmes, accennando un ghigno.
Il Padiglione di Carne
Clara viene condotta in un salone decorato con velluti rossi e lampade a gas. Ci sono uomini già pronti: due medici compiacenti, un commerciante ospite dell’hotel e lo stesso Collezionista.
La musica di un grammofono riempie la stanza. Clara è spogliata lentamente, il corpo tremante più per lo sconcerto che per il freddo.
Il Collezionista la accarezza come se fosse un oggetto da museo, spiegando a Holmes ogni reazione.
“Vedi come il respiro si spezza tra paura e desiderio? La pelle impara a mentire… prima della bocca.”
Gli uomini si alternano su di lei: carezze, morsi, penetrazioni crude. Il Collezionista mantiene un controllo assoluto, orchestrando la scena.
Il Vetro che Parla
Holmes apre una leva nascosta e lo specchio di Benjamin si illumina: vetro a senso unico.
Il giovane vede sua moglie piegata su un tavolo, cavalcata da sconosciuti, il volto arrossato, il respiro spezzato in gemiti.
Le sue mani si tendono contro le cinghie, ma il Collezionista nota l’erezione sotto i pantaloni aperti.
“Ecco il seme del voyeur… l’impotenza che diventa piacere.”
Holmes osserva la scena, ipnotizzato.
— È… magnifico. — sussurra.
“È l’inizio.” risponde il Collezionista.
La Fine della Coppia
All’alba, Clara viene strangolata lentamente da Holmes, su consiglio del Collezionista: “Il silenzio finale è l’orgasmo della morte”. Il corpo di Benjamin finisce nelle caldaie dell’hotel, alimentando il mistero delle stanze senza uscita.
Holmes, eccitato e ansimante, ringrazia il Collezionista.
— Mi hai mostrato il mio vero mestiere.
“E io il mio… seminare ombre.”
L’orologio scatta. Chicago svanisce. Holmes resterà, e farà fruttare bene la lezione.


