Si apre in una nuova scheda

Le streghe di Eldoria

Nel cuore della foresta nera di Eldoria, dove gli alberi antichi sussurravano segreti proibiti al vento notturno, si ergeva il Tempio delle Ombre Eterne. Era il covo nascosto della Congregazione di Sadea, una setta di streghe devote al marchese de Sade redivivo in forma mistica: un demone sadico che si nutriva di dolore, piacere e…
899.16.67.40

0.80/Min+ IVA

Carta di credito

Ricarica minima da 5 euro (0.50 €/minuto)

Ricarica con B4

0.80/Min+ IVA

Cashback

Ricarica minima 10 euro (0.71 €/minuto) - Cos'è il cashback

Svizzera

2 CHF/Min

le streghe racconto erotico rubyrouge

Nel cuore della foresta nera di Eldoria, dove gli alberi antichi sussurravano segreti proibiti al vento notturno, si ergeva il Tempio delle Ombre Eterne. Era il covo nascosto della Congregazione di Sadea, una setta di streghe devote al marchese de Sade redivivo in forma mistica: un demone sadico che si nutriva di dolore, piacere e sangue. Le streghe, donne di bellezza eterea e potere arcano, si riunivano sotto la luna piena per i loro riti, dove il confine tra estasi e agonia si dissolveva in un turbine di carne e incantesimi.

Quella notte, la novizia Elara, una giovane di vent’anni con capelli corvini che le cascavano come cascate di seta nera sulle spalle pallide, era stata scelta per il battesimo. I suoi occhi verdi, colmi di un misto di terrore e eccitazione, riflettevano le fiamme delle torce che illuminavano l’altare di pietra. Indossava solo una tunica trasparente di velo nero, che lasciava intravedere i capezzoli eretti per il freddo e l’anticipazione, e la curva invitante dei fianchi. Le altre streghe, una dozzina di loro, formavano un cerchio intorno all’altare: corpi nudi adornati di rune scarlatte dipinte con sangue di capro, seni prosperosi che si alzavano e abbassavano al ritmo di un respiro collettivo, vulve depilate e lucide di oli aromatici che emanavano un profumo di muschio e incenso.

La Somma Sacerdotessa, Lilith, una donna di trentacinque anni con curve voluttuose e una chioma rossa come il fuoco infernale, si avvicinò a Elara con un sorriso predatore. I suoi occhi neri, privi di pupille, brillavano di magia oscura. “Mia cara novizia,” mormorò con voce vellutata, mentre le sue dita affusolate tracciavano una linea dal collo di Elara fino al suo ombelico, “stanotte verrai battezzata nel nome di Sadea. Il tuo corpo diventerà un altare di dolore e godimento, il tuo sangue un’offerta per il nostro signore. Resisterai, urlerai, implorerai… e alla fine, rinascerai come una di noi.”

Le streghe intonarono un canto antico, le parole in una lingua dimenticata che vibravano nell’aria come un incantesimo afrodisiaco, facendo pulsare i corpi di tutte con un calore crescente. Due sorelle, gemelle identiche di nome Aria e Vesper, afferrarono Elara per le braccia e la legarono all’altare con corde intrecciate di spine incantate. Le spine si conficcarono leggermente nella sua pelle, disegnando rivoli di sangue che scorrevano lungo i polsi e le caviglie, mescolandosi al sudore che già imperlava la sua carne. Elara gemette, un suono metà dolore metà desiderio, mentre le sue gambe venivano divaricate, esponendo la sua intimità rasata e già umida all’aria gelida.

Lilith invocò il primo sacrificio: un giovane satiro catturato nella foresta, un essere mezzo uomo mezzo capra, con un fallo eretto e venato che pulsava come un serpente vivo. Le streghe lo trascinarono al centro del cerchio, legandolo a un palo di legno. “Il suo seme sarà il tuo nettare,” disse Lilith a Elara, mentre Aria e Vesper cominciavano a tormentare il satiro. Aria gli avvolse la mano intorno al membro grosso e nodoso, masturbandolo con colpi lenti e crudeli, mentre Vesper gli affondava le unghie nei testicoli gonfi, strappandogli urla di agonia mista a piacere. Il satiro si dimenava, il suo corpo peloso teso, fino a quando, con un ruggito bestiale, eruttò un fiotto di seme caldo e appiccicoso che le gemelle raccolsero in una coppa d’argento.

Mentre il satiro veniva sacrificato – Lilith gli squarciò la gola con un pugnale rituale, lasciando che il sangue schizzasse sull’altare – le streghe iniziarono l’orgia del battesimo. Elara fu circondata: una strega di nome Selene, con seni pesanti e capezzoli piercingati d’oro, si chinò sul suo viso e le premette la vulva contro la bocca. “Lecca, novizia,” ordinò, e Elara obbedì, la lingua che guizzava tra le labbra gonfie e bagnate di Selene, assaporando il sapore salato e dolce del suo desiderio. Selene gemette, afferrando i capelli di Elara e spingendosi contro di lei, mentre il suo corpo tremava per l’orgasmo imminente.

Contemporaneamente, Lilith prese la coppa con il seme del satiro e lo versò lentamente sulla pancia di Elara, lasciando che colasse giù fino alla sua fessura. “Senti il suo calore,” sussurrò, mentre infilava due dita dentro di lei, spingendo il liquido appiccicoso in profondità. Elara arcuò la schiena, le spine che le laceravano la pelle, urlando di dolore mentre le dita di Lilith la dilatavano, sfregando contro le pareti sensibili della sua vagina. “Più forte,” implorò Elara, il suo corpo traditore che anelava di più, e Lilith rise, aggiungendo un terzo dito, poi un quarto, stirandola fino al limite.

Le altre streghe si unirono: una frustò i seni di Elara con una frusta di cuoio incantato, lasciando strisce rosse che bruciavano come fuoco, mentre un’altra le morsicò i capezzoli, succhiandoli con violenza fino a farle sanguinare. Aria e Vesper, ancora eccitate dal sacrificio, si posizionarono ai lati dell’altare: Aria montò sul viso di Elara, sfregando la sua clitoride contro la sua lingua, mentre Vesper le infilò un fallo di ossidiana nera – un dildo incantato che vibrava con energia magica – nella vagina, spingendolo dentro e fuori con colpi brutali. Elara urlò, il suo corpo convulso in un misto di orgasmi e tormenti, il piacere che si intrecciava al dolore come le corde che la legavano.

L’orgia si intensificò: le streghe formarono catene di corpi, leccandosi a vicenda, penetrandosi con dita, lingue e oggetti rituali. Una strega invocò un tentacolo etereo dal pavimento, un’appendice viscida e pulsante evocata dalla magia di Sadea, che si avvolse intorno alle cosce di Elara e la penetrò analmente, dilatandola con una lentezza agonizzante. Elara gridò, lacrime che le rigavano il viso, ma il suo bacino si inarcò istintivamente, accogliendo l’invasore mentre il fallo di ossidiana continuava a pompare nella sua vulva. “Senti il demone dentro di te,” mormorò Lilith, chinandosi per leccare il clitoride esposto di Elara, la lingua che danzava in cerchi rapidi, portandola sull’orlo di un orgasmo esplosivo.

Il culmine arrivò con il sacrificio finale: Lilith evocò l’essenza di Sadea, un’ombra nera che avvolse il cerchio, amplificando ogni sensazione. Le streghe raggiunsero l’estasi collettiva, corpi che si contorcevano in un groviglio di sudore, sangue e fluidi. Elara, al centro, esplose in un orgasmo che la fece tremare come se fosse posseduta: la sua vulva si contrasse intorno al dildo, il tentacolo la riempì di un calore infernale, e il suo urlo echeggiò nella foresta. Mentre il sangue del satiro e il suo stesso si mescolavano sull’altare, Elara fu marchiata con una runa sul monte di Venere, un simbolo che bruciava come ferro rovente.

Esausta, ma rinata, Elara fu slegata e accolta nel cerchio. Le streghe la baciarono, leccando le sue ferite, promettendo notti infinite di piaceri sadici. “Ora sei una di noi,” disse Lilith, mentre l’alba tingeva il cielo. “E il nostro signore ti ha battezzata nel fuoco del desiderio eterno.” La congrega si disperse, lasciando dietro di sé echi di gemiti e l’odore persistente di sesso e magia, pronte per il prossimo rito sotto la luna.

Lascia il primo commento

Lavora con noi e divertiti anche tu con
Rubyrouge

Scrivici, siamo alla ricerca di nuove Rubyne

Goditi il brivido piccante di far parte del nostro grande gruppo di amiche Rubyrouge

LE RUBY'S GIRLS PIU' PICCANTI DI SEMPRE

Contattaci