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Le due facce della stessa medaglia

Il viaggio in treno fu lungo ed impegnativo, ma finalmente Lisa era riuscita a tornare a casa dal convento per partecipare al funerale del padre. Le carte, la burocrazia quando muore qualcuno è impegnativa, per non parlare del dolore e del senso di impotenza. Quando Lisa entrò in casa, fu sorpresa di trovare sua sorella…
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Il viaggio in treno fu lungo ed impegnativo, ma finalmente Lisa era riuscita a tornare a casa dal convento per partecipare al funerale del padre. Le carte, la burocrazia quando muore qualcuno è impegnativa, per non parlare del dolore e del senso di impotenza. Quando Lisa entrò in casa, fu sorpresa di trovare sua sorella Malika già presente. Le due gemelle si abbracciarono calorosamente, felici di rivedersi dopo così tanto tempo. Durante la veglia funebre, Lisa notò che Malika sembrava essere rimasta la stessa di sempre: disinibita, provocante e sempre pronta a flirtare con gli uomini presenti. In confronto, Lisa appariva rigida e impacciata nei suoi abiti da suora. Dopo la cerimonia funebre, le sorelle tornarono a casa per sistemare le cose del defunto padre.

Mentre erano impegnate a riordinare la camera da letto del padre, Malika ricevette una chiamata, era un suo “amico” che l’invitava a passare qualche ora da lui così per svagarsi un pò e lasciò Lisa alle faccende da sbrigare. Lisa ormai sola in quel casino intenta a riordinare ritrovò un vecchio baule sotto una catasta di abiti sgualciti contenente alcune videocassette. Curiosa, decise di guardarle, pensando che potessero contenere ricordi di famiglia. Iniziò a visionare i primi filmati, ma rimase scioccata quando si rese conto che si trattava delle registrazioni private di Malika!

Segreti celati

In una delle cassette, Malika appariva mentre scopava selvaggiamente con un uomo misterioso sul divano di casa. In un’altra scena, la gemella più ribelle era intenta a fare un pompino al loro vecchio cane di famiglia, la lingua che si agitava frenetica sulla punta del cazzo gonfio violaceo e colante del caro vecchio Rex e tutta la sborra che Malika si affrettava ingorda a bere. “Disgustoso!” pensò Lisa era sconvolta dall’eccesso di lussuria mostrato da sua sorella. Non riusciva a credere che quella fosse la stessa persona con cui aveva condiviso l’utero.

Decise di visionare un’altra cassetta, dove Malika stava facendo un intenso pompino ad un ragazzo che le aveva offerto da bere. Ma l’esperienza sessuale che lasciò Lisa senza parole fu quella in cui Malika si scopava il professore di matematica che le dava ripetizioni private, in quelle occasioni dove il vecchio prof veniva a casa loro Malika ne approfittava, facendogli una sega settimanale per migliorare i propri voti.

Lisa era disgustata dalle azioni di sua sorella, ma non poteva fare a meno di provare anche un po’ di eccitazione mentre guardava quegli scandalosi video porno. La sua innocenza da suora stava finalmente svanendo, lasciando spazio ad un crescente desiderio sessuale.

Carne della mia carne

Mentre si masturbava furiosamente durante la visione di una delle cassette, Lisa si rese conto che non avrebbe mai potuto ricadere nelle tentazioni della carne come sua sorella. Decise quindi di tornare al convento, dove avrebbe potuto dedicarsi alla sua vita spirituale e alla venerazione di Dio, lontano dalle tentazioni del mondo.

Ma mentre si preparava a partire, Lisa non riusciva a smettere di fantasticare sulle avventure sessuali di Malika. Si chiese quanti altri uomini avessero goduto delle curve sensuali di sua sorella…”,

In una cassetta si rende conto di una terribile scoperta, vi era presente anche il padre, il padre delle ragazze aveva avuto un ictus che lo ha paralizzato e costretto su una sedia a rotelle rendendolo un vegetale, Malika si divertiva ad avere l’uomo come spettatore, in alcuni casi abusava delle erezioni spontanee dell’uomo leccando per molto tempo la cappellona gonfia di papà , lisa era disgustata ed eccitata.

Mentre Lisa guardava le cassette, divenne sempre più sconvolta dai contenuti scabrosi. In una delle registrazioni, vide sua sorella Malika che si masturbava selvaggiamente di fronte al padre sulla sua sedia a rotelle. In un’altra scena, Malika si chinò su di lui, strofinando il suo bel culo sodo sul viso del padre sentendola pronunciare cose orribili “ dai vecchio porco, sei ridotto una merda ma il cazzo ti funziona, ora la tua bambina vuole giocare” . Con una mano, gli tirò fuori il cazzo gonfio, che era evidentemente eccitato.

Malika iniziò a leccare la cappella rosata, facendolo gemere e mugolare di piacere. La lingua esperta della ragazza passò sulla lunghezza della verga, per poi prenderlo tutto in bocca. Malika succhiò intensamente, facendogli raggiungere un’intensa erezione completa. Lisa era disgustata dall’abuso che sua sorella stava infliggendo al loro povero padre, ma allo stesso tempo non riusciva a distogliere lo sguardo.

Non voglio ma devo…

Un calore familiare iniziò a diffondersi tra le sue gambe, mentre la visione dei corpi intrecciati sullo schermo la faceva ardere di desiderio. In un’altra scena, Malika era completamente nuda, con i grossi capezzoli duri che sporgevano dai seni gonfi e turgidi. Si avvicinò alla sedia a rotelle del padre afferrandolo per i capelli per tirarlo a se, strofinandogli il clitoride gonfio sul viso.

L’uomo ansimava e gemette, chiaramente turbato dalle sensazioni intense che provava. Malika spinse la sua figa umida contro la sua bocca, costringendolo a leccarle il succo traboccante dalla sua figa eccitata.

Lisa non riusciva più a nascondere l’eccitazione che cresceva dentro di lei. Le sue mutandine erano ormai completamente fradice, e la sua mano si muoveva inconsciamente tra le gambe, accarezzandosi attraverso la stoffa sottile.

Era disgustata da ciò che stava vedendo, ma allo stesso tempo non riusciva a smettere di guardare. Poi, in un’altra scena, Malika si mise a cavalcioni sul grembo del padre, strofinando il sedere sul membro duro che sporgeva dalle coperte. Si chinò in avanti, offrendo i suoi capezzoli duri alle labbra dell’uomo, che iniziò a succhiare avidamente. Malika mosse i fianchi, strofinando la sua fica bagnata lungo la lunghezza della verga del padre. Lisa gemette ad alta voce, affondando le dita nelle sue mutandine fradice mentre osservava la scena scandalosa. Mentre la cassetta continuava, Lisa vide sua sorella che scopava selvaggiamente il padre sulla sedia a rotelle, cavalcandolo con abbandono totale.

La dura verità

Lisa non riusciva più a negare la verità: anche lei era eccitata dalle azioni scandalose della gemella. Con un grido di liberazione, Lisa si masturbò selvaggiamente fino all’orgasmo, il corpo scosso da ondate di intenso piacere. Le ginocchia si piegarono sotto di lei mentre si accasciava sulla sedia, ansimante per lo sforzo. Finalmente, sentendosi liberata dalla sua lussuria segreta, decise di tornare al convento, dove avrebbe potuto dedicarsi alla vita spirituale senza distrazioni.

Ma mentre si preparava a partire, Lisa non riusciva a smettere di pensare che fosse stata infettata, corrotta dalle avventure sessuali di Malika. Si chiese quante altre persone avessero goduto delle curve sensuali di sua sorella…”, Una punizione esemplare per i suoi peccati contro Dio e la morale. Lisa in preda alla furia, organizzò un piano per attirare Malika nel vecchio casolare di proprietà della famiglia, situato vicino alla casa principale. L’idea era di farle credere che avesse bisogno d’aiuto .

Trappola

Non appena Malika arrivò al casolare, Lisa le offrì un drink corretto con del potente sonnifero che aveva trovato in un mobiletto nel bagno della casa del padre. Presto, Malika perse conoscenza e cadde a terra priva di sensi. Lisa trascinò il corpo inerte della gemella in una camera, dove aveva già preparato la sedia per la punizione. Lisa sorrise soddisfatta vedendo il risultato: sua sorella sembrava ora un angelo, se non fosse per quello che aveva fatto e per tutti i cazzi presi a renderla un essere repellente degno dell’inferno. Poi, Lisa prese la frusta e iniziò a colpire ripetutamente la schiena di Malika, facendole sanguinare la pelle.

Ogni frustata era un’espressione della rabbia e del disgusto che provava per la lussuria sfrenata della gemella. Continuò a frustarla senza pietà, fino a quando il corpo di Malika non fu coperto di lividi e rosse striscie. Mentre puniva sua sorella, Lisa si rese conto di provare anche un intenso piacere nel vedere Malika così indifesa e dolorante. La sua eccitazione cresceva ad ogni frustata, e presto si ritrovò a strofinare il clitoride gonfio contro la sedia, godendo del dominio che esercitava sulla gemella.

Malika si svegliò di soprassalto, gridando di dolore mentre sentiva le frustate sulla schiena. Era disorientata e confusa, senza capire cosa fosse successo. Ma quando vide Lisa nel suo abito da suora che la puniva, tutto le fu chiaro. Iniziò a piangere, supplicando la gemella di smettere. Ma Lisa non ebbe pietà. Continuò a frustare Malika, godendo della sua sofferenza e delle grida di dolore che riempivano l’aria. Finalmente, esausta, lasciò cadere la frusta a terra e si avvicinò alla gemella. Con una mano, le accarezzò delicatamente il viso, mentre con l’altra le palpava il seno nudo.”Non preoccuparti, Malika” mormorò Lisa. “Adesso sei purificata. E giuro su Dio che ti mostrerò la via della salvezza e della redenzione.”Malika singhiozzò, tremando di paura e confusione. Non capiva cosa stesse succedendo, ma sapeva che era intrappolata nella rete di sua sorella. Non aveva scelta se non obbedire ai suoi ordini e sperare che la punizione finisse presto.

Purgatorio

Lisa sorrise soddisfatta, sapendo che ora Malika avrebbe fatto tutto ciò che le veniva ordinato. Avrebbe cancellato dalla sua mente ogni traccia di peccato e la avrebbe condotta sulla retta via della salvezza eterna.

Lisa legò strettamente Malika al tavolo, stringendo le cinghie di pelle attorno ai polsi e alle caviglie. La ragazza era completamente indifesa, con i lunghi capelli rossi che le sfiorano la schiena coperta di ferite sanguinanti. Lisa prese un frustino di cuoio morbido e iniziò a colpire il corpo di Malika, concentrandosi sui capezzoli turgidi e sul clitoride gonfio. Le frustate erano delicate ma dolorose, facendole gridare di piacere misto a sofferenza. “Ecco come si punisce una puttana,” disse Lisa con tono di disapprovazione. “Spero che impari la lezione.” Poi prese una vecchia paletta di legno che era abbandonata nel casolare e iniziò a colpire le natiche di Malika, lasciando impronte rosse sulla sua pelle chiara. Continuò a frustare il sedere e l’inguine di Malika fino a quando non fu coperto di lividi e graffi. Ma Lisa non aveva ancora finito.

Prese un grosso dildo di silicone che era nella camera di Malika in bella vista e lo spinse brutalmente dentro la fica bagnata della sorella, facendola urlare di dolore. Lisa scopò selvaggiamente la vagina di Malika, sbattendo il giocattolo dentro e fuori senza pietà. Poi, prese un plug anale di metallo freddo e lo spinse dentro l’ano stretto di Malika. La ragazza gridò di nuovo, sentendo il metallo gelido che le rompeva il culetto. Ma Lisa continuò a spingere, dilatando l’orifizio fino a riempirlo tutto per bene. Infine, Lisa prese una frusta di cuoio e iniziò a colpire la fica di Malika, facendola diventare gonfissima e quasi viola. Continuò a frustarla fino a quando il clitoride non divenne una macchia viola blu. Solo allora si fermò, soddisfatta della punizione inflitta alla gemella ribelle. Lisa prese una vecchia caraffa arruginita e ci pisciò dentro, un bel po’ di urine calde e iniziò a versarle addosso, coprendo il corpo di Malika con il suo oro liquido. “Ecco come pulisco una puttana,” disse con disprezzo. “Con il mio piscio sacro.” Poi, Lisa si chinò su di lei e le pisciò direttamente in bocca, costringendo Malika a berela tutta.

La povera Malika singhiozzò mentre inghiottiva l’urina salata, sentendosi profondamente umiliata e disgustata. Infine, Lisa si rivolse a Dio e implorò perdono per i peccati di sua sorella troia, promettendo che si sarebbe presa cura lei di sua sorella. Malika rimase in silenzio, sapendo che non aveva scelta se non obbedire agli ordini della sorella. Solo un pensiero tormentava la mente di Malika …

“ Cosa ci rende dei mostri?”

2 commenti

  • Ciao,
    Complimenti per il racconto .
    Un saluto Roby

  • Laidamente intenso e coinvolgente. La classe non è acqua (ma oro liquido). Rubyrouge sempre al top.

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