La locanda era abbastanza affollata, ma a Molly la cosa non dispiaceva. Poteva rilassarsi un momento dopo giorni di viaggio e magari trovare con calma qualcuno con cui divertirsi la notte.
Si aggiustò il cavallo dei pantaloni. Era già dura. Non scopava da almeno due settimane, era la parte negativa di viaggiare da sola.
Molly si guardò attorno con discrezione mentre beve il suo sidro di mele, cercando capire se quel luogo era terreno fertile.
Un altro boccale enorme di sidro di mele venne posato davanti a lei. Molly guardò la cameriera sollevando un sopracciglio. “Non l’ho ordinato.”
Lei si morse il labbro inferiore, arrossendo. “S-sì, ma… em… lo offre la casa.”
Molly si fece più sospettosa. “Offrite spesso alla clientela non abituale?”
“Non quando è così bella… è che sei qui tutta sola e allora ho pensato… ecco…”
Balbettava e beh, Molly la studiò: era piccolina, con lunghi capelli scuri, un viso angelico, il piccolo seno che spuntava appena dalla divisa e le gambe erano niente male per quel che poteva vedere. Mh. Sorrise e si mise più comoda sulla sedia.
“Cosa hai pensato?”
Vedere la piccola cameriera agitarsi e arrossire su quelle belle guance piene era una delizia. “B-beh… io… che—non lo so, oddio mi sento stupida…”
Molly ridacchiò, voleva mangiarla. Allargò le gambe con il cazzo duro che modellava il cavallo e lo spinse appena verso la sua direzione. “No, piccola, non fare così, sei stata premurosa… posso ricambiare la tua generosità?”
La piccola cameriera osservava la tenda tra le sue gambe come ipnotizzata, “Io… mi- mi piacerebbe… ma…”
“A che ora stacchi?”
Vide quelle piccole gambe agitarsi, le cosce strusciare tra di loro, pregustando già la dolcezza di quelle pieghe bagnate.
La dolce fanciulla si chiamava Fiore, un nome adatto se lo chiedi a Molly. Piccola e delicata come un fiore.
Il corpo di Fiori si incastrava perfettamente a quello di Molly, mentre la spingeva contro la porta.
“A-aspetta, devo chiudere la porta!” pigolava Fiore mentre Molly le divorava la bocca.
“Mhm, lasciala parte, così tutti possono sentirti e vederti…” rispose Molly, spingendo il suo cazzo duro contro il petto di Fiore. Era davvero così piccola in confronto a lei… si chiese se Fiore aveva esperienza, ma non aveva importanza, dopo aver provato il suo cazzo, Molly era sicura di rovinarla per chiunque altro.
Fiori chiuse la porta a chiave con mani tremanti mentre Molly sorrideva come il gatto che finalmente aveva incastrato all’angolo il topolino, si mise a letto aprendosi la patta dei pantaloni, tirando fuori il suo grande cazzo che balzò fuori in tutta la sua gloria. Furioso e pronto a infilarsi in una grotta piccola e bagnata.
Molly era si segava mentre osservava Fiore agitarsi in piedi, come se non sapesse bene cosa fare. Ma con gli occhioni inchiodati ai suoi fianchi.
“Ti piace quello che vedi, piccolo fiore?” la prese un poco in giro, adorava vederla tutta balbettante e timida.
Fiore si strinse la stoffa della gonna della divisa. Deglutì. “Sì… avevo immaginato che fossi ma— wow, sei… sei… grande…”
Molly fece un sorriso storto tutto fiero. “Hai paura? Farò piano…” non era vero, e al solo pensiero del corpicino di Fiore che si contorceva sotto di lei e il bozzo del suo cazzo che spuntava dal suo pancino… della sborra uscì dal taglietto della cappella.
La lingua piccola e rosata da coniglio di Fiore uscì fuori come per volerla leccare.
“N-no… non è quello, è che…” ridacchiò nervosa, togliendosi le mutandine bianche e bagnate. Molly le avrebbe prese e annusate per qualche notte. “Non pensavo di trovare qualcuno più grande di me… è una bella sorpresa…”
Molly annuiva carezzandosi pigramente il cazzo, quando registrò le parole di Fiore. “Cosa?”
Fiore si morse il labbro inferiore e sollevò la gonna, un cazzo di tutto rispetto, spesso e tozzo e venoso sobbalzava duro come la roccia tra le gambe fini della ragazzina.
Molly batté le palpebre come un gufo. Questa era una sorpresa.
Fiore prese coraggio, avvicinandosi e tirando giù i suoi pantaloni, spogliandola.
“Ehy… Fio— piccola? Eheh, cosa fai?”
Fiore come se fosse una seconda natura, gettò via i pantaloni e salì sul letto, usando una forza che Molly non credeva possedesse, per sollevarle il culo.
“Mh? Come cosa faccio? Ti preparo.” Rispose lei sbattendo le sue lunghe ciglia, sorridendo al suo buco ammiccante che tremava e Molly non sapeva se per anticipazione o paura. Rise nervosa.
“Forse sei confusa per la stanchezza tesoro… ma sono io che fotterò te.” Rispose Molly.
Fiore lasciò i suoi fianchi e il suo corpo sobbalzò sul materasso. Il piccolo corpo di Fiore tra le sue gambe muscolose. Sembrava un piccolo angelo innocente.
“Uh? Oh ma tranquilla ahahah, ti farò sentire bene Molly, lo giuro.”
Molly scosse la testa, “Forse non ci siamo capiti…” protestò mettendosi seduta, ma Fiore la spinse di nuovo stesa.
“Sshh, rilassati Molly cara!” sorrideva Fiore toccando curiosa il suo cazzo che attendeva solo di essere preso in considerazione, finalmente. Fiore gettò la sua asta pronta ad esplodere sul suo petto, prendendo nelle sue piccole manine le palle cariche di Molly. Molly gemeva, sicura che finalmente Fiore avesse capito.
Fiore invece posò il suo cazzo sulle palle di Molly. La donna più grande spalancò gli occhi. Fiore era euforica e contenta, spingendo e frizionando le loro carni insieme, con il suo sperma che colava sul suo cazzo duro e sul resto del corpo.
Fiore stringeva le palle per fare pressione sul suo cazzo, gemendo dolcemente con occhi lucidi. “Oh Molly, sei fantastica! Oh cielo! Ahhh!”
“Pi-piccola cosa… mmmhhh…” non voleva tutto quello ma… era così bella la sensazione della loro carne sensibile che si strofinava in quel modo… gettò indietro la testa.
“Hai un profumo così buono…” miagolava Fiore, spingendo i suoi piccoli fianchi. “Mi vuoi, mh? Sento che mi vuoi…”
Molly non riusciva a protestare seriamente. Pensava di scopare la piccoletta e poi dormire e ripartire il giorno dopo. Fiore le aveva sconvolto i piani.
“Ti comporti come una vergine, Molly!” trillava la piccolina. “Ti hanno mai scopata piena della tua stessa sborra?”
Molly inarcò la schiena con i capezzoli duri, così duri. Fiori si toccò i piccoli seni, osservandola sbavare.
“Tranquilla Molly, ti fotterò così bene che non potrai più farne a meno…”


