Racconto 2: Il Marito della Vicina Milf e il Suo Amico – Il Mio Primo Gangbang Degradante
Entrata del Diario: 22 Luglio 2025
Diario, sto tremando mentre scrivo. Ieri sera è successo qualcosa di ancora più sporco. Ricordi Marco, il marito della milf del piano di sotto? Quel 45enne muscoloso, con i tatuaggi sbiaditi e lo sguardo da predatore. Mi ha beccata in ascensore l’altro giorno, con la mia minigonna senza mutande, e mi ha sussurrato: “Linda, quel culo mi fa impazzire.” Io ho sorriso e gli ho detto: “Vieni stasera, ma porta un amico. Voglio due cazzi per sentirmi piena.” Non pensavo lo facesse davvero, ma alle 10 di sera bussarono. Aprii in lingerie trasparente, le tette che spingevano contro il pizzo.
Ancora un vicino
Marco entrò con Paolo, un altro vicino, un tipo sui 40 con la barba incolta e un fisico da palestrato. Portavano una busta piena di roba: dildo luridi, plug anali, un secchio di plastica. “Stasera ti facciamo la puttana da cantiere,” disse Marco con un ghigno. Mi legarono al tavolo della cucina, polsi e caviglie ai piedi del tavolo, culo in aria, figa esposta. L’aria della cucina era calda, odorava di cena bruciata e del mio sudore eccitato. Paolo mi infilò un plug enorme nel culo, con una scritta “WC pubblico” che mi fece rabbrividire di piacere. “Brava cagna, tienilo dentro.
Poi iniziarono le porcherie vere. Marco mi pisciò sulla schiena, il getto caldo che mi colava sui capelli e sul collo. Paolo mirò alla faccia, ordinandomi: “Apri la bocca, troia.” Ingoiai il piscio salato, sentendolo bruciare in gola, mentre tossivo e gemevo. “Sì, usatemi come cesso! Pisciatemi ovunque!” L’umiliazione mi faceva bagnare la figa, gocciolavo sul pavimento piastrellato freddo.
E dopo…
Dopo il “bagno”, Marco mi ficcò il cazzo in gola fino alle palle, facendomi vomitare bile e piscio sul tavolo. Paolo meanwhile mi scopava il culo, tirando il plug e spingendo forte. “Senti come è stretto, questa puttana!” Urlavo, ma con la bocca piena suonava come gemiti soffocati. Cambiarono: doppia penetrazione, Marco nel culo, Paolo nella figa. Sentivo i loro cazzi sfregarsi dentro di me, il dolore misto a un piacere folle. Il tavolo scricchiolava, l’aria puzzava di piscio, vomito, sudore. Venni due volte, squirtando sui loro piedi, poi loro esplosero: sborra calda che mi riempiva i buchi.
Ma non finì lì. Mi slegarono e mi ordinarono di cacare la sborra sul pavimento. Mi accovacciai, spingendo, sentendo la miscela di sborra e piscio uscire dal culo. “Ora leccala, cane,” disse Marco. Obbedii, leccando il pavimento sporco con la lingua, assaggiando il mix disgustoso ma eccitante. Loro ridevano, filmando col telefono. Se ne andarono lasciandomi lì, nuda e imbrattata. Mi lavai sotto la doccia fredda, ma mi masturbai ripensando a tutto. Diario, sono addicted: l’umiliazione con più cazzi è il massimo. Domani chiamo Marco per un bis…


