Racconto 3: Il Vecchio del Primo Piano – Il Mio Fetish con il Nonno Schifoso
Entrata del Diario: 5 Agosto 2025 Ciao diario, è passata una settimana e non riesco a togliermi dalla testa il signor Rossi. Quel vecchio del primo piano, 68 anni, vedovo, con la casa che puzza di naftalina e urina secca. Cammina curvo, con i pantaloni larghi e la camicia macchiata, ma ha uno sguardo da porco che mi fa bagnare. Lo provocavo da tempo: salendo le scale mi chinavo “per caso”, mostrandogli la figa sotto la gonna. Ieri l’ho fatto entrare nel mio mondo depravato.
Bussai alla sua porta nel pomeriggio, con un vestitino corto e niente sotto. “Signor Rossi, ho bisogno di aiuto con una cosa…” dissi con voce innocente. Lui mi fece entrare, la casa buia e polverosa, piena di mobili vecchi e foto ingiallite della moglie defunta. Mi sedetti sul divano sfondato, spalancai le gambe: “Nonno, voglio che mi usi come il tuo cesso privato.” I suoi occhi si illuminarono, tremava per l’eccitazione.
Mi ordinò di sdraiarmi sul letto puzzolente, lenzuola gialle di sudore accumulato. Si mise sopra la mia faccia, pantaloni giù, e mi pisciò in bocca. Il getto debole ma costante, salato e amaro, mi riempì la gola; ingoiai tutto, sentendo il calore scendere nello stomaco. “Brava nipotina, bevi il piscio del nonno.” Poi, il peggio (o il meglio): si accovacciò e mi cagò sulle tette. La merda calda, morbida, che mi colava sul petto. Mi spalmai tutto, strofinandola sui capezzoli duri, gemendo: “Sì, imbrattami di cacca, porco vecchio!”
Lui mi leccò la figa piena di piscio, la lingua rugosa che mi esplorava. Poi tirò fuori il cazzo flaccido ma che si indurì piano, rugoso e puzzolente. Me lo ficcò nella figa, pompando lento, schiacciandomi la merda sulle tette con le mani. “Senti il nonno, troia…” Urlavo di piacere, l’odore nauseante che mi avvolgeva, la casa silenziosa rotta solo dai nostri gemiti. Venni contraendomi attorno al suo cazzo, poi lui mi riempì di sborra filamentosa.
Dopo, mi ordinò di succhiargli il cazzo sporco: merda, piscio, sborra tutto in bocca. Ingoiai, pulendolo come una brava cagna. Se ne andò in bagno ridendo, lasciandomi imbrattata. Tornai a casa di nascosto, mi lavai per ore, ma quella notte sognai di lui. Diario, questo fetish con i vecchi è malato, ma reale: mi fa sentire viva in questo condominio noioso. Tornerò da Rossi presto, magari con un regalo…


