Giulia arrivò sull’isola con l’intento di sfuggire a tutto: al lavoro, alle responsabilità, alla monotonia della sua vita quotidiana.
Aveva deciso di concedersi sette giorni lontano da tutto, sette giorni in cui avrebbe seguito solo il proprio istinto.
La prima sera, seduta al bar sulla spiaggia, notò subito Matteo.
Lui sedeva in disparte, gli occhi scuri che la fissavano intensamente. Una sicurezza magnetica emanava dal suo corpo atletico e sensuale.
Il sorriso appena accennato di Matteo la fece fremere. In quel momento, Giulia desiderò qualcosa di proibito e pericoloso.
«Sette giorni» disse lui, avvicinandosi lentamente, una sigaretta tra le labbra. «Solo sette giorni. Poi ognuno torna alla sua vita, senza rimpianti né domande.»
Giulia lo guardò negli occhi profondi, sentendo crescere una voglia incontrollabile dentro di sé.
«Allora rendiamoli indimenticabili, tesoro.»
La prese per mano, conducendola lontano dalla folla, lungo un sentiero appartato che portava a una spiaggia deserta.
Lì, sotto la luna che illuminava appena i loro corpi, la spinse contro il tronco di una palma. La baciò con una fame feroce, catturando ogni respiro.
Le sue mani scivolarono sotto la gonna, accarezzandola senza pudore. Giulia gemette di piacere.
«Voglio prenderti qui e ora» mormorò lui con voce roca, liberandosi dalla camicia. Il suo fisico possente brillava alla luce lunare.
Lei lo incoraggiò, aprendo le gambe, offrendosi a lui con un gemito disperato.
Matteo entrò in lei con un movimento deciso e profondo. Giulia gridò al primo contatto.
«Sei mia. Per sette giorni sarai solo mia» le sussurrò all’orecchio, mentre la possedeva con una passione travolgente.
Ogni incontro diventava più intenso. Esplorarono l’isola facendo sesso ovunque: sulla sabbia calda, nelle acque tiepide del mare, tra le lenzuola sgualcite della stanza d’albergo.
Ogni notte, Matteo le insegnava un nuovo modo di raggiungere il piacere, dominandola con una miscela di forza e dolcezza.
Giulia non si era mai sentita così libera, così desiderata.
Il quarto giorno, lui la portò su una spiaggia solitaria. La legò con la propria cintura, tenendola ferma mentre la esplorava con bocca e mani.
La portò al limite dell’orgasmo, per poi negarglielo con deliziosa crudeltà.
«Dimmi cosa vuoi,» le ordinò con tono autoritario.
«Voglio che mi scopi,» disse lei, con voce rotta dall’eccitazione. «Voglio sentirti dentro di me fino a non riuscire più a respirare.»
Lui la penetrò con forza brutale, cancellando ogni altro pensiero. Solo piacere assoluto.
Trascorsero i sette giorni in un vortice di sesso selvaggio, giochi perversi e fantasie proibite.
La sesta notte la portò su una barca al largo. Là, sotto le stelle, fecero sesso con lentezza esasperante, baciandosi profondamente.
Ogni centimetro del loro corpo venne esplorato, il piacere si prolungava fino a diventare quasi insopportabile.
Giulia gemeva e lo incitava a spingersi ancora oltre, senza freni.
L’ultima sera, sdraiati sul letto, Matteo le accarezzò la schiena con un dito.
«Domani finisce tutto» mormorò.
Giulia si voltò lentamente verso di lui e gli sfiorò il viso.
«Allora facciamo in modo che stanotte duri il più possibile»
Lui la prese ancora una volta. Fu un possesso lento, profondo, dolorosamente intenso.
Raggiunsero l’orgasmo insieme, in un culmine devastante che li lasciò esausti e appagati.
La mattina dopo, Giulia si svegliò da sola. Accanto a sé, un biglietto:
«Sette giorni sono passati, ma il ricordo del tuo corpo e dei nostri orgasmi rimarrà inciso per sempre dentro di me»
E tu che stai leggendo, vuoi vivere anche tu sette giorni senza limiti né regole?
Chiamami. Scopri cosa significa perdere ogni controllo e arrenderti completamente al piacere proibito.
Greta codice 223.


