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Ring

La folla era euforica, c’era il tutto esaurito. Pieno di luci, rumori assordanti, lo speaker che parlava emozionato e veloce.Ma Golden Boy non sentiva niente di tutto quello, e non solo per il probabile trauma cerebrale in corso: tutta la sua attenzione era per Dark Prince. Il suo rivale di sempre.Quel piccolo e subdolo lottatore,…
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La folla era euforica, c’era il tutto esaurito. Pieno di luci, rumori assordanti, lo speaker che parlava emozionato e veloce.
Ma Golden Boy non sentiva niente di tutto quello, e non solo per il probabile trauma cerebrale in corso: tutta la sua attenzione era per Dark Prince. Il suo rivale di sempre.
Quel piccolo e subdolo lottatore, tutto muscoli nervosi e occhi come la morte che arriva per portarti via. La sua tecnica era pulita, spietata e pragmatica. Un corpo e una mente costruiti per la guerra fino all’ultimo sangue.

Golden Boy ridacchiò sputando sangue e corse verso le corde, lasciandosi dare una spinta da esse. Dark Prince si scansò, ma lui fu più veloce: salì sulle corde parallele per lanciarsi verso il suo avversario dall’alto. Lo intrappolò tra le cosce e li trascinò entrambi a terra, bloccandolo con tutto il suo corpo, più grosso e alto.

L’arbitro si avvicinò, iniziando a battere la mano sul ring. Contando.
Non arrivò neanche al tre che Golden Boy urlò di dolore: quel piccolo bastardo gli aveva dato un colpo al fianco, facendolo rotolare di lato.

Si guardarono. Dark Prince aveva quel sorriso assassino che troppo spesso gli faceva tremare le gambe.
«Abbassi sempre la guardia, idiota. Quasi non ci trovo più gusto.»
Golden Boy sorrise dolcemente, inclinando la testa da un lato.
«Accetto la tua ritirata, allora, visto che te la stai facendo sotto.»
Come previsto, e voluto, Dark Prince scoprì i canini.
«Come osi?! Io ti ammazzo!»

L’arbitro si allontanò velocemente. Golden Boy, ancora inginocchiato, aprì le braccia e sorrise.
«Allora vieni, cosa aspetti?»

Dark Prince emise un ringhio feroce che gli fece rizzare i peli sul corpo, poi si fiondò contro di lui, spingendolo ancora a terra e facendogli sbattere la testa sul ring. Per istinto, le lunghe gambe di Golden Boy si strinsero attorno alla vita stretta del rivale, che continuava a colpirlo con pugni.

Golden Boy inarcò la schiena, e i loro inguini si strusciarono. Socchiuse la bocca, sentendo il respiro di Dark Prince sulla faccia, quegli occhi scuri e penetranti.

«È così che vuoi giocare, piccolo lascivo?» sussurrò con voce roca Dark Prince, al suo orecchio.

La sua schiena era piena di brividi. Si spinse ancora una volta, con più forza.
L’altro si sollevò e gli diede un pugno sul naso. In lontananza, come se fossero su un altro pianeta insonorizzato, la folla amava quello spettacolo. E anche lui.

«Tzè, guardati… ami farti picchiare da me, vero?»
Golden Boy si leccò le labbra, pulendosi un po’ di sangue che colava dal naso.

Dark Prince ridacchiò e toccò con le sue dannate mani guantate il naso dolorante, facendolo gemere, poi gli carezzò quasi dolcemente le labbra screpolate.

«Se non ti conoscessi… direi che sei vicino a venire nel tuo patetico costume da ragazzo di copertina.»
Gli mise due dita in bocca e Golden Boy spinse i fianchi contro di lui, iniziando a leccare e succhiare.
«Sei avido…» lo prese in giro.

Ma sotto quel corpo da guerra, quella mente pragmatica… il profumo dei loro corpi sudati, del sangue e dello sperma…

«Ahahah, sei un pervertito!» gli strinse la gola, lasciandolo senza fiato.
«I tuoi occhi sono così lascivi… hai le pupille tutte dilatate…»

Sorrise come un ebete, amando la sensazione di quella mano attorno al proprio collo. Ne voleva il segno.

All’improvviso, Dark Prince lo sollevò mettendogli le mani sulla schiena, e lui si curvò verso la sua testa, la faccia di Dark Prince premuta contro il suo cazzo duro sotto i pantaloni arancioni. Lo sentiva ridacchiare, per quanto fosse miserabile ad eccitarsi per tutto quello.

Venne spostato come una bambola di pezza: contro le corde, i pali e ripetutamente contro il pavimento del ring, con il corpo di Dark Prince sulla schiena, il suo bel cazzo duro che strofinava contro il suo sedere.
Voleva così tanto farsi mangiare il culo da quella bocca divina e quei canini…

Provò ad alzarsi, ma quando arrivò a stare su quattro zampe, Dark Prince gli spinse la testa contro il ring, e lo tenne in posizione premendo il cazzo ancora contro il suo culo in aria. Bloccandolo.

«Mhhh…» mormorò, sentendo i fianchi di Dark Prince tremare appena. Il suo controllo si stava rompendo. Sorrise beato, guardandolo attraverso le ciglia.

«Tu, arbitro!» abbaiò Dark Prince. «Fai il tuo lavoro, non ho tutto il giorno!»
1… 2… 3… 4…

Golden Boy si sedette sulla panca dello spogliatoio, amando la sensazione del corpo dopo un combattimento e pregustando i lividi che avrebbe avuto il giorno dopo. Lividi di quelle mani…

La porta si aprì, poi fu chiusa con troppa forza. Lui sorrise, appoggiandosi meglio con le braccia indietro sulla panca, mostrando il suo corpo, con addosso solo le mutande pulite, a uno scontroso e vincente Dark Prince.

«Ow, dovresti essere più gentile con i giornalisti e i fan, sai?»
«Tzè, non mi interessa. Chiacchierano troppo! E la mia pazienza la finisco con te!» grugnì, andando verso di lui con passo deciso, la cintura del campione attorno alla vita.

L’uomo in piedi, ancora sudato e arrabbiato, con le braccia conserte, lo guardava come se fosse un fastidioso scarafaggio. E lui, seduto sulla panca, tamburellava le dita sul legno chiaro, sorridendo.
«Non smetterai mai di sbattermi in faccia la cintura, vero?»
Dark Prince ghignò.
«Esatto. E non solo.»

Golden Boy carezzò con lo sguardo quella figura dominante, fino a quando non vide l’erezione sotto la cintura, compressa nei pantaloni aderenti blu che Dark Prince portava sul ring.
Si leccò le labbra.
«Non capisco a cosa ti riferisci.»
Mormorò facendo il finto tonto, allargando di più le gambe per fargli spazio.

Dark Prince lo afferrò per i capelli.
«Non giocare a fare l’innocente con me, idiota.»
Con la mano libera armeggiò con facilità coi pantaloni, tirando fuori quel pezzo di carne spesso e lungo.
«Sappiamo entrambi che vuoi il tuo premio.»
E senza altri preamboli, gli spinse la testa contro la cappella.

Golden Boy aprì subito le labbra per accogliere il cazzo del suo rivale, sentendosi accaldato e bisognoso. Iniziò subito a sbavare e succhiare con trasporto, fino in gola.

Dark Prince gli carezzò i capelli.
«Chissà cosa penserebbero i tuoi fan vedendoti così… il grande Golden Boy è solo un pervertito affamato di cazzi!»
«Mmhh…» mugugnò con gli occhi umidi e le guance scavate.
«Prendi il tuo premio, poi, arrivati a casa, mangio quel tuo buco affamato fino a farti svenire.»

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