Il bellissimo e prospero regno degli elfi era caduto. L’attacco della spietata armata goblin aveva ucciso i soldati e saccheggiato le case dei contadini.
Quando il Re dei Goblin arrivò al cospetto del Re degli Elfi era sicuro e vittorioso, ma ad attenderlo c’era l’ultima linea di difesa del regno: un’elfa alta, muscolosa e combattiva. La guerriera della guardia reale, Teana.
La sua armatura e la sua spada erano intrise del sangue di altri soldati goblin che avevano osato avvicinarsi al Re.
«Arrenditi, Goblin!» tuonò Teana.
Il Re dei Goblin sghignazzò. «Sarai tu stessa ad arrenderti a me.»
Teana si mise in posizione d’attacco. «Esporrò la tua testa all’entrata del Regno degli Elfi.»
Il Re dei Goblin rise sputacchiando, la sua grande mole verde traballava mentre si divertiva. La cosa innervosì il Re degli Elfi, ma irritava Teana ancora di più.
Il nemico non si parò neanche, lasciò che la guerriera si avvicinasse, e in un primo momento Teana fu confusa, poi sentì la carne del suo collo aprirsi. Si ritrasse subito, toccandosi il punto: non era grave, solo un graffio. Il Re Goblin giocherellava con un piccolo pugnale sporco del suo sangue. La guardò con occhi piccoli e scintillanti di crudeltà, leccando la lama con gusto, mostrando i suoi denti aguzzi in un sorriso.
«Tzè!» schioccò la lingua lei. «Sottovalutarmi sarà la tua morte, questa volta!»
Il Re Goblin sospirò, girandosi tra le mani quel piccolo pugnale.
Teana socchiuse gli occhi, controllando con la coda dell’occhio il Re degli Elfi. Dietro di lui si stavano avvicinando dei piccoli goblin.
«Vostra Maestà!» urlò, pronta a scattare.
Ma qualcosa non andava: il suo corpo si fece rigido, le gambe erano immobili. Cercò di allungare un braccio verso il suo Re, ma cadde per terra, osservando inerme mentre i goblin assalivano il Re degli Elfi come avevano fatto con il suo regno: massacrandolo, privandolo della sua anima il più possibile.
Ringhiò, feroce. Ma anche il respiro era pesante. E tenere gli occhi aperti era così difficile. Lottò, lottò con tutte le sue forze, ma l’ultima cosa che sentì prima di addormentarsi contro la sua volontà fu la risata divertita del Re dei Goblin.
Era bloccata, debole e intorpidita, soprattutto dalla vita in giù. Cercò di mettere in atto l’addestramento e il sangue di guerriera che le scorreva nelle vene, ma quando avvertì un corpo grande, flaccido, tra le sue gambe, e qualcosa che pungolava come uno scherzo la sua intimità, spalancò gli occhi.
I suoi istinti presero il sopravvento e provò a spingere via quel corpo contro di lei, ma era, ancora una volta, bloccata.
«C-co…»
Teana era nuda, piegata su un ripiano di legno, con i polsi incatenati dietro la schiena, e sentiva il taglio alla gola bruciare.
«Ti sei svegliata, finalmente.» tubò quell’odiosa voce. «Sapevo che farti sentire il mio cazzo ti avrebbe aiutata!» rise, passando la grande punta su e giù tra le pieghe della sua fica.
Provò a scalciare, ancora e ancora, scatenando solo maggior divertimento per il Re dei Goblin, che sembrava avere tutto il tempo del mondo.
«Vigliacco!» urlò Teana. «Mi hai avvelenata!»
«Mh-hm… mi hai costretto tu.»
«Dov’è il mio Re?»
La creatura malvagia sorrise. «Sono qui, tesoro.»
Teana ringhiò. «No, il mio Re! Non sarai mai il mio Re! Tu—sporco goblin!!»
Il Re dei Goblin fece una smorfia. «Ti mostrerò che sono il tuo Re, sono l’unico Re che esista!»
Si fece strada dentro di lei, osservando come quella carne si allargava, fino ad accoglierlo oltre la metà. Uscì e ammirò come quel buco caldo lo avvolgesse, lasciandola spalancata e arrossata.
Teana poggiò la fronte sul legno, stringendo i denti.
Il Re dei Goblin brontolò. «Ti farò pregare per questo cazzo. Ti rovinerò!»
Si piantò con forza brutale dentro di lei, sbattendo contro l’ingresso dell’utero e grugnendo per la stimolazione. Con la lingua di fuori, il Re dei Goblin la prese per i fianchi muscolosi, iniziando a sbattere il suo grosso cazzo venato e verde dentro quel corpo costruito per la battaglia, ma che lui stava distruggendo pezzo dopo pezzo per ricomporla come un’obbediente schiava del sesso.
«Non potrai più fare a meno del cazzo di un goblin, guerriera!» grugnì ancora, con gli schiocchi bagnati che iniziavano a levarsi dai loro corpi.
Voleva farla urlare, piangere, godere. Voleva vederla cadere in disgrazia per il sesso. Sentiva che il suo membro le stava rimodellando le viscere per renderla il fodero perfetto per lui.
Guardò il culo grande che batteva sulla sua pancia molliccia, la schiena muscolosa e piena di cicatrici, le braccia tese e i pugni chiusi per la rabbia. Ghignò e prese i polsi bloccati, usando quel punto come appiglio per spingerla contro di lui con maggior forza.
«Ti piace!» ruggì abbassandosi verso di lei, leccandole la pelle tra il collo e la spalla, aprendo la ferita e assaggiando quel sangue delizioso. «Ammettilo, ti piace essere fottuta e sottomessa!»
Lei girò appena la testa, gli occhi rossi per lo sforzo di non piangere e il viso deformato in un’espressione di pura ira, i capelli scomposti per il maltrattamento.
«Fanculo!»
«Come desideri.» sghignazzò il Re dei Goblin, iniziando a pompare dentro Teana senza tregua, senza sosta. Come in un campo di battaglia. Sentendo quel corpo forte e fiero tremare.
La scopò fino a quando non diventò quasi noioso. Dopo essere venuto più volte ovunque addosso a Teana, i suoi buchi erano arrossati e sanguinanti, lei grondava di sperma e il suo culo era coperto di segni rossi di graffi e sculacciate.
La guardò, carezzandole la testa.
Teana aveva ancora lo sguardo fiero.
«Te la farò pa… paga…»
«Ssh, abbiamo ospiti, tesoro!» tubò lui, mostrando dei goblin piccoli, con lo sguardo sadico come il suo. Nudi e con i loro cazzi veri, gonfi e in bella mostra.
«Sii una brava schiava e falli divertire, okay?»
«Tu… danna—mmhhh!»
I piccoli goblin emettevano versi euforici e ansimanti, ammassandosi attorno e addosso a lei, toccandola, leccandola ovunque.
Due stavano esplorando i suoi buchi rovinati, infilandoci dita e mani. Un altro stava usando la sua schiena per masturbarsi e altri due stavano urlando davanti a lei per farle succhiare i loro cazzi.
Il Re dei Goblin osservava la scena gioioso, come il primo tassello del suo grande piano.



1 commento
BOB74
Ciao bellissimo racconto complimenti.
Un caro saluto BOB74 un bacio 😘.