“Papà torna un po’ più tardi, bambina. Fai la brava.”
Guardo quelle lettere sul telefono con il broncio. Ero così contenta di rivedere papà, era quasi ora del suo rientro… e invece…
Mi ero anche messa il vestitino che piaceva tanto a papà… quello bianco con i fiorellini, pulita gli occhiali e fatta le codine- un po’ storte, non sono brava come papà. Adesso sono tanto triste.
Però papà non dice bugie, verrà subito a casa… e ha scritto: fai la brava. Ma lo sono, sono sempre la brava bambina di papà! Uff…
Mi siedo sulla poltrona grande di papà e abbraccio un cuscino, stringendo forte gli occhi e inclinando gli occhiali sulla stoffa morbida. Ma abbracciare un cuscino non è la stessa cosa. Un cuscino non ricambia, non mi stringe forte forte… non mi fa le coccole… non mi bacia… e—mh… stringo forte le cosce tra loro, papà da i baci migliori. Lui sa sempre cosa è meglio, come farmi stare bene…
Mi manca il mio papà. Voglio che mi stringa tra le sue braccia, posando il viso sul suo grande e forte petto.
Senza rendermene conto, il mio punto speciale entra a contatto con la stoffa del cuscino e la frizione con le mie mutandine con le fragoline mi sorprende. Non è come le mani di papà, però… mh… la sensazione è bella… fa quasi il solletico.
Spingo il cuscino in basso e lo cavalco aprendo le gambe e strusciandomici contro. Alcune volte il mio punto speciale mi manda delle scintille che mi danno alla testa.
Non so per quanto tempo mi diverto con il cuscino, ma non voglio smettere, anche se mi stropiccio il vestitino carino e sudo, è tutto così bello… sento caldo al pancino.
“Pa—papà…” sussurro ad occhi chiusi con le mie piccole manine che stringono forte il cuscino.
Una risata roca mi spaventa. Spalanco gli occhi e vedo papà che mi guarda sorridendo. “La mia bimba si sta divertendo senza il suo papà?”
“Papà?” balbetto, non avevo sentito la porta aprirsi. Forse era un sogno? Papà nel suo completo da lavoro blu scuro e quel profumo intenso e sicuro. I miei fianchi si muovono di loro volontà e dalla mia bocca esce un piccolo suono che scurisce gli occhi di papà.
“La mia bambina che miagola così dolcemente…” sussurra piano lui, avvicinandosi. “Fai vedere a papà cosa stai facendo, usa le parole per bene.”
“Papà…” gli occhi iniziarono a riempirsi di lacrime, “Mi sei-mi sei mancato!”
“Lo so, tesoro, lo so… papà è qui, sei al sicuro.” tuba lui carezzandomi il viso e i capelli, asciugandomi le lacrime. “Parla con papà.”
Mi mordo il labbro inferiore con i miei piccoli dentini. “Volevo papà e… e ho abbracciato il cuscino… ma- ma poi… ho giocato con il cucino e— mi fa sentire bene…”
Papà annuiva mentre mi carezzava con l’altra grande mano per il corpo, sfiorandomi il petto e facendomi tremare. “Sei così carina bimba… mentre pensi a me e ti sei fatta tutta carina per papà…”
Annuivo disperata mentre tornavo a singhiozzare. “Papà…”
“Cosa c’è, amore di papà? Vuoi far vedere a papà cosa stai facendo? Tira su il tuo bel vestitino… sì, così…”
Sotto le lusinghe di papà, mi sollevo il vestitino, mostrando il mio pancino e le mutandine con una chiazza scura tra le gambe, avevo bagnato anche la stoffa del cuscino. Le dita grandi di papà mi danno subito una carezza nel mio posto speciale, mormorando cose dolci sulla mia fronte e io mi abbandono completamente a lui.
“Papà… ti amo tanto… mh- pa-papà…”
“Mhm… sei così bagnata e tutta per me, vero? Di chi è questa bella bambina?” le sue dita erano così gentili e le volevo dentro di me. Mi aggrappai a lui.
“Tua, sono tua papà. La tua dolce bambina!”
“Oh piccola mia…” sospirava lui, sollevandosi appena e aprendo i pantaloni del suo completo elegante, tirando fuori il suo cazzo duro e segandosi. “Bimba… apri la tua bella bocca per papà…”
Mi lecco le labbra. Papà era grande, tanto grande… e mi piaceva sentirlo dentro, riempirmi. Apro la bocca e papà mi prende per la mascella, passando il pollice sulle labbra e io gli do un bacino. Papà ridacchia e porta la punta del suo cazzo sulle mie labbra, spingendo piano.
“Fai spazio per papà, bimba… mhmmm… sì, così, prendilo tutto…”
Il cazzo di papà entrava, lo sentivo carezzarmi la lingua e finire nella mia gola. Chiusi gli occhi e gemetti mentre papà iniziava ad entrare e uscire, bagnandosi con la mia saliva. “Ohh, sei così carina con la tua piccola bocca attorno il mio cazzo, amore.” Mi lodava, ed ero così felice che ripresi a cavalcare il cuscino, “Chi è l’amore di papà?”
Mi sentivo così felice, erano i nostri momenti magici. Il nostro segreto speciale. Speciale come lo sono io per papà. Mormoravo soffocata e contenta di far stare bene il mio papà.
Il peso nella gola andò via e io aprì gli occhi, guardandolo affannata e stordita. “Papà…”
“Sii educata e rispondi a papà tesoro.” Mi rabbonì lui dolcemente mentre mi spostava come una delle mie bambole di pezza, facendomi stendere sul cuscino bagnato e dando una carezza con il pollice alle mie mutandine e poi spostandole, annusando il mio punto speciale. “Chi è l’amore di papà?” domandò ancora, segandosi e puntando il suo cazzo nel mio buco bagnato, facendolo entrare piano piano.
“Io— io—papàaaa, oh papà!!! Sei così g-grande…”
Papà entrò completamente dentro di me, c’era un bozzetto nel mio pancino e papà vi posò la sua grande mano. “Papà non ti lascia mai, piccola. Papà ti ama. Ora lascia fare tutto a papà…”
Papà mi baciò la testa e io mi sciolsi completamente.


