racconti porno di rubyrouge

Amore fraterno

Cristian e Mya, amore fraterno. Un rapporto speciale.

Oggi vi racconterò la storia di due fratellastri, del loro amore fraterno, di come si prendono cura l’uno dell’altra, delle prime scoperte e di quel prurito sotto le mutandine che ti fa fremere. Insomma, le  esperienze giovanili che tutti amiamo ricordare.
Ma andiamo a conoscere meglio questi due fratellastri, che chiameremo Cristian e Mya. Cristian nasce in una ricca famiglia mentre Mya viene adottata molto giovane. I loro  genitori sono spesso assenti, infatti il papà è sempre in viaggio per lavoro e per mantenere vivi i suoi vizietti. Mentre la mamma che si da molto da fare tra ufficio e palestra e non è mai stato chiaro se sudasse di più in ufficio o in palestra… Cosi Cristian e Mya crescono, curiosi, attenti e sospettosi. Specialmente Cristian, che nota, sempre più spesso, piccole tracce e macchie strane sui tanga e sulle camicette di sua madre. Quella  mamma distratta che lasciava le sue mutandine e camicette sporche di queste macchie biancastre nel cesto della biancheria da lavare…

Cosa sono quelle macchie  sulla biancheria di mamma?

Cristian non è certo uno stupido e per essere sicuro annusa le mutandine e cazzo si! Quella è proprio sborra, ne è sicuro. Ma cosa gli succede ? Sente il suo giovane cazzo indurirsi, è l’odore di figa di mamma che lo attizza. Ed ecco che inizia il vizietto quotidiano di Cris. Menarsi il cazzo nelle mutandine di quella troia di mamma.  Adora riempirgliele di sborra, vorrebbe vedergliele addosso gocciolanti della sua densa e calda sborra ma come si potrebbe fare? Se lo chiede molte volte mentre i giorni passano e lui non manca mai di innaffiare la biancheria di mamma. Sarebbe rimasto un segreto se non fosse che, quella mattina, Cristian lasciò la porta aperta credendo Mya in camera sua, addormentata. E no miei cari! Mya era bella sveglia e, anche se più piccola di Cristian, aveva capito che il suo fratellone combinava qualcosa quando si chiudeva in bagno e ci stava tre ore…

Cosa succede in bagno?

Cosi quel mattino Mya non era nel suo letto ma dietro la porta semi aperta del bagno a spiare le mosse del fratello. Incredula vide suo fratello fare qualcosa di particolare. Inizialmente Mya credette che Cris stesse indossando i vestiti della madre…ed entrò nel bagno gridando ”BECCATO!!!”. Ma la sorpresa fu un altra! Mya vide per la prima volta il cazzo duro del suo fratellastro. Era gonfio, grosso, venoso e con la cappella rossa e lucida. Quasi certamente Cristian stava per sborrare nelle mutandine di mamma. ”Se solo non fosse piombata quella stronzetta di Mya che non sa mai farsi i cazzi suoi ”pensò Cristian. Già, i cazzi suoi…In quel momento balenò un pensiero veramente porco nella testa di Cristian ma d’altra parte…buon sangue non mente. Sa di essere figlio di una troia e di un puttaniere e allora cosa potevamo aspettarci? Proprio per questo chiese a Mya di avvicinarsi…

Mya, la gattina curiosa scopre il vero amore fraterno

Lei, curiosa come una gattina, si sedette sul bidet con il suo fratellone a cazzo duro in piedi proprio davanti a lei. Era sbalordita, il primo cazzo, davanti a quel faccino da bambola, era del suo amato fratello. Non riusciva a smettere di guardarlo, la cappella lacrimava piccole goccioline. Cris, nel vedersela seduta a gambe larghe su quel bidet, con la gonna che si era sollevata e le mutandine color avorio che si intravedevano e iniziavano ad inumidirsi sentì il cazzo diventargli ancora più duro. Quella fighetta cicciotta e gonfia traspariva appena dal tessuto e Cristian non resistette più. Prese per mano Mya e se la portò in camera sua. La fece mettere comoda sul letto tentando di spiegarle che per un maschio è necessario massaggiare certe parti del corpo altrimenti il dolore può essere mortale. Mentre spiega questa cosa  mostra a Mya come si fa e come le palle siano piene e vadano necessariamente svuotate, anche più volte al giorno, per star bene. La cara Mya non vuole certo il male del suo fratellone e cosi, senza perdere tempo, Mya gli chiede come poterlo aiutare. Questo si che è amore fraterno! Cristian estrae da una vecchia scatola sotto il suo letto una serie di giornalini e riviste datate. Si sono proprio vecchie riviste porno dalle pagine ingiallite e alcune incollate tra loro. Pagine molto usate che avevano allietato i momenti in solitaria di paparino quando non andava a troie.

Le vere donne amano il cazzo

Li mostra a Mya uno dopo l’altro cosi che lei possa vedere le VERE DONNE COME AMANO IL CAZZO. Le dice di guardare come si lecca la cappella. ”Si come un gelato ma molto più buono, specialmente quando il latte del cazzo le va tutto in bocca”. Mya vede espessioni di donne che amano davvero quello che stanno facendo e inizia a sentire un fortissimo pizzicore sotto le mutandine. Nota anche come, in quei giornalini, le donne fanno entrare diverse cose nella figa e nel culo e fa domande al suo “maestro” che, senza perdere tempo, le spiega come sia meglio passare dalla teoria alla pratica.
Con tanto amore fraterno Cris le risponde “Vedrai Mya ti piacerà, prova ad assaggiarlo anche tu…ti aiuto io a levare questo pizzicore. Tu togliti le mutandine e io ti massaggio cosi con la punta delle dita. Senti come già va meglio? sei tutta bagnata …”

Il cazzo di suo fratello come un gelato da assaporare

Mya, con appena la punta della lingua, lecca il cazzo del suo fratellastro ed ecco che sente arrivare il momento. E vuole imitare le belle donne delle riviste.
“Cri anche io posso bere tutto il tuo latte ?”
“Se fai la brava si! Ma devi prendermelo bene in bocca”
Con la bocca piena Mya inizia a gemere e ciucciare mentre Cris le solletica il clitoride. Cazzo quanto era gonfio, bagnato e succoso. Sarebbe uno spreco non bere da quella fighetta dolcissima ed ecco che Cris se la porta sulla bocca in uno spettacolare 69. Le scopa la figa con tutta la lingua, la ciuccia per bene, ingordo e avido, mentre Mya prende il ritmo. Su e giù con la testa ingoia il cazzo un pezzo alla volta sempre di più. Lo sente pulsare in bocca mentre la cappella, che si fa strada nelle pareti delle guance e scorre lungo la lingua, arriva in gola. Quelle palle sono davvero dure e le sbattono in faccia cosi piene e pronte per essere svuotate. La lingua di Cristian non si ferma mai e  vortica nella figa fradicia e aperta di Mya. Quella figa che gli sta colando in bocca.

Una lingua che la scopa

Mya sente la lingua dentro e fuori mentre lui la spinge fino in fondo. Dura e a punta come un cazzo la sente fino alle ovaie. La sta facendo godere, la figa pulsa e le sue cosce tremano. Cristian se la sta succhiando e bevendo tutta e proprio nel sentirla sbrodare cosi tanto che non resiste ed esplode nella sborrata più impressionante di sempre. La sua cappella spara lunghi e copiosi getti di sborra dritti in gola a Mya. Lui le tiene la testa schiacciata sentendo il suo nasino alla francese premuto sulle palle contratte. Il cazzo in fondo alla gola e tutta la sborra che scende giù. Gli occhi di Mya sono arrossati e il viso è paonazzo. Non respira in questo momento ma deve essere così. Deve imparare bene a succhiare bene il cazzo.

Le avventure di amore fraterno di Cristian e Mya continuano….   -Racconto di Ylenia-

racconto porno, rubyrouge.it la figlia perfetta per fare sesso

La figlia perfetta

Un appuntamento al buio…

Per i miei ero la classica figlia perfetta, intelligente, studiosa, insomma quella delle grandi soddisfazioni. Non sapevano che nell’abito intimo avevano dato vita ad una ragazza attratta dal sesso e a cui piacciono gli uomini in tutta la loro fisicità. Ma essendo una cosa personale lo tenevo per me. Avevo la fortuna di essere abbastanza libera di organizzarmi le giornate come ritenevo più opportuno e, quindi, anche il sesso riuscivo a praticarlo quando e come volevo. Mi ricorderò sempre come la mia voglia di sesso superò ogni decenza e pudore quell’indimenticabile sabato sera. Io e la mia amica Vanessa avevamo deciso di passare il week end insieme a casa sua  visto che i suoi erano via per il fine settimana. Lei abita a pochi km da casa mia così ho avvisato i miei che non sarei rientrata  tramite messaggio “ Mà.. Stasera mi fermo da una mia amica ci vediamo domani” e lei: “Tesoro tranquilla io vado al cinema con tua zia e il babbo esce con un collega”.

Sabato mattina shopping, poi aperitivo, pranzo fuori e poi il riposino pomeridiano. Il pomeriggio lei aspettava un suo amico per fare sesso quindi io sono rimasta nella camera degli ospiti, dopo qualche urla di piacere lui è andato via e lei mi ha raccontato quanto fosse bello bravo e dotato il suo amichetto, e io ad ascoltare con un po’ di voglia di cazzo. Siamo andate in un supermercato a fare spesa per la cena e poi siamo rientrare per preparare. Il suo amichetto le aveva lasciato qualche sigaretta “particolare” e abbiamo comprato qualche boccia di prosecco. La nostra idea era quella di mangiare, bere e fumare tutta la sera come delle brave ragazze. Preparammo un cenetta leggera, il vino era in fresco e iniziammo a cenare. Tra il primo piatto e il dessert andammo sul balcone per fare qualche tiro e poi prosecco alla canna, ormai la lucidità di Vanessa veniva meno mentre la mia era ancora ben presente, a quanto pare ero più abituata di lei. Lei riuscì a stento a mangiare il dessert e dopo alcune frasi sconnesse precipitò sul divano priva di sensi. Bene! La grande serata di sabato alla fine stava per terminare prima del previsto, non erano neanche le 22 ed ero rimasta sola  e quello che restava era andare a letto. Pensandoci bene… NO! la voglia di sesso mi era rimasta anzi il fumo e il vino lo avevano potenziato e forse mi avevano tolto un po’ di freni. Ero in una zona molto frequentata da gente di ogni età per la presenza di locali e centri di interesse. Dissi tra me e me che era il momento di fare qualche pazzia e pensai a che cosa poteva essere che poteva soddisfarmi: allora sesso, bei piselli, essere scopata, possibilmente da più uomini e magari … al buio. Ottimo avevo trovato la maialata che volevo fare quella sera. Accompagnai Vanessa nella sua camera, la misi sul letto con un coperta ed era completamente in coma. Aprii il cellulare e avviai un paio delle app più famose per incontri e feci un annuncio “Cerco uomo deciso e dotato non grasso no over 50 anni. Arrivi, entri e mi trovi nuda al buio completo, mi scopi e vai subito via” allegai una foto senza il viso seminuda e via.

Sistemai la casa, chiusi tutte le tapparelle, preparai la mia stanza in modo che non ci fossero ostacoli in mezzo anche se nel corridoio lasciai una lucina per non far ammazzare chi entrava ma la mia stanza era completamente buia. Mentre ero in bagno a darmi una rinfrescata sentii il suono dell’app, allora vado a guardare e c’erano già tre messaggi.

1 messaggio da Swpool “ ciao arrapante la tua richiesta, io 35 anni sportivo dotato cerco femmina per svuotarmi” mmm il messaggio non era male e la foto del pisello allegata era ancora più interessante! Gli chiesi quanto ci metteva ad essere da me e lui rispose 15 minuti così risposi che lo aspettavo e che ”quando entrava in casa 2 porta a dx”.

2 messaggio da Toro: “ehi ti interessa un cazzo di 20 cm? Sborro molto sono pieno e non ho molto tempo” io: “ ciao anni? Quanto ci metti ad essere qui?” lui: “30 anni mi sa che sono vicino casa tua mi dice che siamo a 300 m” Come una cretina non pensai che potevo controllare la distanza dall’app tramite il GPS, allora al primo chiesi di posticipare di un po’ mentre risposi al secondo messaggio: “ti aspetto, neanche io ho molto tempo, mi trovi nuda sul letto seconda porta a dx” diedi le istruzioni per arrivare in camera e aspettai. Mi arrivò la conferma che era sotto al condominio e apri la porta d’entrata e la porta dell’appartamento e corsi. Ero molto agitata avevo fatto tante maialate, conosciuto e fatto sesso con sconosciuti ma una così al buio mai e potevo farla solo perché non ero a casa mia. Credo che i freni inibitori fossero stati cancellati dall’alcool e dal fumo. Mentre pensavo a come poteva andare la cosa si aprì la porta della camere e dalla micro luce del corridoio vidi una sagoma alta e magra con capelli mossi. Non disse una parola, sentii che toglieva la cintura e si abbassava i pantaloni. Tirò via la maglietta e si avvicinò a letto, prese le mie caviglie allargandomi  le cosce e infilò la lingua nella mia vagina. Siii avevo voglia di un maschio e finalmente con metodi poco ortodossi era arrivato. Leccò la mia figa con molta foga e io godevo come una matta e cercavo di trattenermi dall’urlare. Ad un certo punto le sue mani mi presero dal bacino, lui si portò in avanti e si sdraiò su di me. Sentivo il suo pisello duro e caldo contro le mie gambe e sinceramente non vedevo l’ora di averlo dentro, con un dito sfiorò la mia figa e poi prese il cazzo e lo puntò contro. Sentivo la sua pelle calda contro la mia, era piacevole e  non aveva particolari odori sapeva solo di pelle di uomo. Spinse e le mie labbra fecero posto al suo arnese, ahhh era dentro e si sentiva. Turgido caldo largo si faceva strada dentro di me e iniziò la sua danza dentro al mio utero, lento e deciso. Mentre spingeva contro il mio pube mi aprì e sollevò le gambe per poter entrare più a fondo dentro, iniziò ad aumentare il ritmo fino a quando con un gemito smorzato rallentò, una forte pressione dentro di me mi fece capire si era svuotato. Uscì con delicatezza dal mio utero, si mise in piedi e si rivestì in un baleno senza proferire parola. Prima di chiudere la porta mi disse “Ciao e grazie” . Rimasi li per qualche istante con le gambe aperte pensando alla mia figa che aveva dato piacere ad un giovane sconosciuto. Non avevo raggiunto l’orgasmo ma la situazione aveva creato un tilt nel mio cervello molto piacevole, la sensazione di un uomo mai visto e non visto che era su di me con il suo membro dentro di me mi faceva star bene. Ma il tempo per pensare passò subito, avevo un altro maschio che aspettava. Ho preso il cellulare e mentre guardavo lo schermo mi dirigevo verso il bagno per ricompormi. Il tipo aspettava in auto davanti al condominio, gli chiesi qualche minuto. Ero sul bidet a darmi una lavata mentre dalla mia vagina veniva fuori il seme dello sconosciuto ma non c’era tempo per stare troppo a soffermarsi.

Avanti un altro

Mandai un messaggio a swpool dicendo che aprivo. Tornai in camera ed aspettai il nuovo sconosciuto. Mi arrivò un messaggio che mi diceva che stava arrivando e voleva trovarmi a 90, e così feci. Nel frattempo il terzo messaggio era li per essere letto ma non avevo tempo. Si aprì la famosa porta, stavolta essendo girata di schiena non potevo vedere la sagoma della persona, sentivo che si toglieva dei vestiti, sentivo scivolare i jeans a terra e sentivo che si avvicinava. Essendo buio iniziò a testare con le mani fin quando trovo il mio sedere. Le sue erano mani grandi e calde, e con quelle mani mi toccò i fianchi poi la schiena e le gambe. Con la mano e le dita delicatamente andò verso la vagina e da li iniziò a giocarci un po’ con il dito. Si avvicinò con il suo corpo verso di me e appoggiò il pisello sul mio culo, anche stavolta aveva detto la verità, il ragazzo era dotato ed eccitato. Sentivo il calore del suo cazzo che accarezzava le mie natiche e mi chiedevo se si era accorto che la mia vagina era stata usata da poco, forse non gliene fregava nulla. Ad un tratto sentii un colpo secco, e il suo palo era dentro di me. Con le mani mentre mi scopava toccavo le sua braccia, erano forti e grosse classico di un tipo sportivo. Iniziò a godere con dei gemiti e continuava ad entrare ed uscire da dentro di me. Sentivo tutto e iniziavo ad avere piacere, quello che precede l’orgasmo ma lui uscì dalla figa e puntò il cazzo verso il buco del mio culetto. Prima di entrare ci giocò un po’ per vedere se avevo delle obbiezioni da fare. Io ero abbastanza anestetizzata dal fumo e non dissi nulla anche perché non volevo che sentissero la mia voce. Stavolta per fortuna inizio ad entrare con calma e pian pianino il suo cazzone era nel mio culetto. Ovviamente non era la prima volta per me ma essendo lungo ma soprattutto largo il fastidio un po’ si sentiva! Ad un certo punto sento un sussulto tra pancia e gola, e poi uno spasmo che sentivo dentro al mio ano, eh si ci aveva spruzzato dentro il suo sperma. Dopo l’orgasmo, mentre ancora era dentro di me, sentii scivolare il pisello dal mio culo che cadendo accarezzò la mia vagina. Swpool si rimise i jeans e la maglietta e andò via, senza neanche un grazie!  Sentii il portone chiudersi e stramazzai sul letto di pancia. Anche se i due rapporti erano stati rapidi  l’intensità e le dimensioni si facevano sentire. Ma avevo ancora voglia, quindi presi lo smartphone e controllai le app.

C’erano due messaggi di cui uno era arrivato prima: two4one “Ciao bella se sei interessata a due bei cazzi noi ci siamo” io “Ehi ciao non faccio cose a tre preferisco incontro 1 a 1 mi spiace” avevo già fatto cose di gruppo ma non mi fidavo a farlo al buio quindi preferivo evitare, risposta “ se vuoi veniamo su uno alla volta, siamo due amici sposati 43 e 47 , non siamo fisicati ma abbiamo un bel cazzo con palle piene” . La cosa si faceva interessante così spiegai come si sarebbe svolta la cosa e loro: “bello ci piace sei una gran troia, prendi pillola?” io: “ si sono a posto” loro: “ ottimo, scegli chi sale su per primo” io: “fate voi datemi qualche minuto” io nel frattempo tornai in bagno a togliere i residui dei due maschi precedenti. Era quasi mezzanotte, Vanessa dormiva e io mi facevo usare come una vacca da sconosciuti presi per strada. Passò qualche minuto ed io ero pulita per il prossimo. Stavolta il target di età aumentava ma in passato avevo conosciuto bei 40enni che mi avevano dato grosse soddisfazioni, magari anche stavolta mi sarebbe andata bene ma tanto non avrei visto chi si stendeva su di me. Tornai in camera presi il cell e controllai il messaggio: “vengo su prima io quello di 43” io “ ok no problem”. Controllai l’altro messaggio: napoli40: “ ciao io qui per lavoro una pompa me la farei fare proprio” pensai, beh preferisco fare meno fatica e farla fare a loro io: “ ciao a me interessa un maschio dentro” lui: “ io cerco solo bocchinara” io: “no grazie” nel frattempo erano passati 20 minuti e arrivò il messaggio: “sono sotto aspetto” io: “apro” . Come al solito pigiai il pulsante aprii la porta e andai verso la camera del peccato. Mi sdraia sul letto con la solita ansia da: e chi entra adesso? Sentì chiudersi la porta della casa e l’ansia aumentava. Aprì la  porta socchiusa della mia camera e intravidi la sagoma, non si capiva bene. Era di media altezza, capelli corti. Dissi a tutti che ci sarebbe stato il buio completo, io non parlavo loro dovevano cercare di non parlare o il meno possibile a bassa voce e gemere in silenzio. Il tipo avanzava nella stanza e si schiarì la voce, e io feci lo stesso per fargli capire che c’ero. Prima di spogliarsi si avvicinò al letto e mi toccò le gambe e poi più su fino alla figa, li ebbe un sussulto e tirò via i vestiti, si appoggiò sul bordo del letto e anche lui deliziò la mia vagina con la sua calda lingua, con le dita apriva le labbra della patatina e con la lingua ci entrava dentro e ci girava intorno per gustarla meglio. Lui sussurrò “che fica!”. L’esclamazione non mi dispiaceva e lui con la lingua ci sapeva proprio fare. E’ rimasto li a gustarsela per qualche minuto, poi si è fatto avanti con il corpo e mi ha coperto con il suo. Con le mani mi ha allargato le gambe e pian piano ho sentito qualcosa che si faceva strada ed entrava nel mio corpo, non era maestoso come quelli precedenti ma era molto duro e caldo. Sentivo il calore del suo cazzo ed era piacevole. Ha iniziato a muoversi lentamente e poi con più foga. La penetrazione era soddisfacente e la durezza del cazzo che sfregava contro la mia figa creava belle sensazioni. Ad un certo punto mi dice piano “starei qui tutta la notte ma c’è il mio amico che aspetta” rallentò e liberò il suo piacere dentro alla mia piccola. Si rivestì in silenzio e disse mentre era alla porta “buon divertimento per il prossimo… te lo mando su”. Dicendo così non avevo molto tempo per andare in bagno, accesi la luce e con un fazzoletto che avevo in camera tolsi le gocce di sperma che venivano fuori, passai il secondo fazzoletto sperando di aver tolto almeno il visibile. Senti chiudere la porta e spensi subito la luce e mi misi nella solita posizione, stesa pancia in su stavolta con le gambe ben divaricate, lì sotto iniziava ad esserci caldo.

 

Orgasmo con sorpresa

Si aprì la porta e vidi la nuova sagoma dello sconosciuto, alto e ben piazzato. Chiuse la porta dietro di lui, si avvicinò e si tolse la maglietta, poi scarpe e ipantaloni. Sentivo il suo respiro che si avvicinava, usava un profumo a me conosciuto. Ormai l’imbarazzo dei primi incontri era passato, aspettavo solo un altro bel cazzo dentro, uno che mi procurasse un orgasmo. Sentii le sue mani muoversi sulle mie gambe e anch’io toccai l suo corpo, era sodo, massiccio e peloso. Anche lui arrivò sulla mia figa, sputò sulla mano e lubrificò le mie labbra, appoggiò il suo pube sul mio e infilò il cazzo dentro. Ahhh mi venne da urlare ma cercai di resistere, il tipo aveva proprio una bella mazza, nonostante quella sera la mia passerina fosse stata usata già 3 volte. Ad un certo punto ebbi la sensazione di bagnato tra le gambe, era lo sperma precedente che veniva fuori e per fortuna lubrificava anche la scopata. Con tutto il suo peso si appoggiò su di me e continuo la dolce danza della penetrazione, lenta e decisa con uno sfregamento del suo grosso uccello contro la mia fica che cercava di fare spazio al nuovo maturo ospite. Il movimento era perfetto, allungai la mano verso il suo pisello e lui mi fece spazio, era veramente imponente, mentre toccavo. Lui continuava a ficcarlo dentro e con la mano potevo sentire la nervatura della mazza, le grosse palle che urtavano tra la vagina e il culo. Volevo che continuasse, iniziai a sentire sempre più vicino l’orgasmo, le pareti dell’utero iniziavano a contrarsi. Lui aveva notato che mancava poco e quindi il quel momento iniziò a ad aumentare un po’ la velocità. Il suo cazzo strofinava dentro di me e stava per darmi un orgasmo. Iniziai a mugugnare in silenzio ma lui poteva sentire dentro di me tutto il mio piacere, l’orgasmo arrivò e fu spettacolare, tutti i miei sensi erano coinvolti. Pochi secondi dal mio orgasmo approfittando degli spasmi del mio corpo anche lui lancio un gemito e riempii del suo seme il mio utero. Crollò per pochi istanti su di me, poi si alzò e si vesti con un po’ lentezza. Io ero stessa KO sul letto, la gambe completamente aperte la vagina che gocciolava di umori maschili e andava a fuoco ma ero soddisfatta, quell’uomo mi aveva fatto godere come non capitava da settimane. Era ormai vicino alla porta e mi disse “buona notte gnocca sei fantastica” a quelle parole mi si raggelò il sangue, per qualche istante non respirai non potevo crederci! Quell’uomo che mi aveva dato l’orgasmo, quello sconosciuto con un bel cazzo, quello che aveva svuotato le sue palle nella mia vagina, quello….era mio padre! Lui andò via e io rimasi li incredula di quello che era successo, cercavo di dare spiegazioni alternative ma la voce era la sua, la corporatura anche, l’età? Forse si era scontato un paio di anni. Il profumo era quello che usa lui certo non potevo fare paragoni sull’uccello, mio padre è molto pudico anche se il costume al mare era ben pieno. Ormai quello che era successo non poteva più essere recuperato, cercando di pensare che fossero solo coincidenze rimisi a posto la stanza e andai sotto la doccia. La mattina dopo mi rialzai cercai di pensare solo ai primi tre rapporti ma come potevo fare a non pensare all’ultimo rapporto quello che mi aveva fatto avere l’orgasmo … a mio padre che mi aveva dato l’orgasmo… a lui che aveva liberato i suoi testicoli dentro la sua bambina…

racconto di Mary

nella-fattoria-del-nonnino

Nella fattoria del nonnino

L’arrivo in fattoria

L’estate in campagna è il periodo più eccitante che ha segnato la mia vita e la mia sessualità… Ero sempre felice di andare dal mio dolce nonnino e nella sua fattoria immersa nella natura.

Alle volte sentivo la mancanza della grande città, delle occasioni che offre e tre mesi di vacanza dagli studi in aperta campagna possono diventare davvero lunghi.

Presa un po’ dalla noia un po’ dalla curiosità ho iniziato a notare come il nonnino mi guardava. Mi piaceva inizialmente mettermi in mostra facendo finta di niente con pantaloncini di jeans sfrangiati sempre più corti e canotte quasi trasparenti e molto attillate.

Un giorno ho avuto l’idea di mettere una canottierina bianca a costine senza reggiseno e quel pantaloncino cortissimo, i capezzoli rosa che già si intravedevano…

Ero così eccitata all’idea di farmi guardare dal mio adorato nonnino e pensavo a cosa sarebbe passato nella sua testa che sento la mia giovane fighetta pulsare.

Decido di mettermi sul tappeto a studiare mentre il mio nonnino beve il caffè sul divano e so che mi guarda la passerina e immagino che vorrebbe mangiarmela ma all’improvviso si alza e va al piano superiore.

So che ha visto che guardavo la sua erezione con insistenza.

Il giro nella stalla

Avrei voluto seguirlo ma non ho avuto il coraggio e la mia voglia di cazzo non è diminuita. Sarebbe meglio uscire e fare due passi…

Decido di farmi un giro nella stalla. Solitamente gli animali riescono a distrarmi abbastanza da questa voglia della mia fighetta calda. Toby, il cane del nonnino, non smette di seguirmi e annusarmi e continua a farlo fin quando non arrivo dal piccolo pony della fattoria.

La mano scorre su tutto il manto e sulla pancia del piccolo puledro e mi salta alla mente un pensiero che non mi era mai venuto prima: come sarebbe farlo con un pony?

Non riesco a smettere di pensarci e inizio a toccarglielo e nel guardarlo diventare bello duro avvicino uno sgabello, mi ci siedo a cosce larghe e mentre con una mano scappello il pony con l’altra dò un pò di sollievo al mio povero clitoride fradicio.

Mentre stavo assaggiando la sua cappella leccandogliela, Toby mi mette il muso sulla figa e sento quel metro di lingua entrarmi dentro e pensavo quanto fosse bello farsela leccare da Toby mentre sbocchinavo il pony.

Ero talmente presa a godermi questa novità che non sento entrare il nonnino, che resta lì impietrito. Il primo pensiero che mi viene in mente è che pensi che sia una troietta e me ne vergogno subito.

Inizio di una vera estate

L’imbarazzo non dura che pochi attimi perché il mio nonnino mi chiede di continuare, mi accarezza la testa e dice che sono una brava nipotina.

Toby lecca il pony nella mia bocca e il nonnino, in silenzio, tirandoselo fuori inizia a segarsi. Prendo coraggio e chiedo al nonno quello che volevo chiedergli fin dall’inizio.

Il nonno si avvicina ed ecco le due cappelle una davanti all’altra e la mia lingua in mezzo mentre il pony, ormai felice, mi sborra litri di latte caldo sulla faccia.

Il nonno mi fa girare così da essere in ginocchio a terra. Sento ancora la sborrata colarmi su tutto il viso, il nonno che si scopa la mia bocca e incita Toby che mi sta montando con molta foga. Sto cane mi scopa la figa in un modo pazzesco, mi sborra tutto dentro, la sento colare fuori per quanta ne ha fatta.

Anche il nonno non resiste un attimo di più, decide finalmente di lasciarsi andare e in quel preciso momento la mia estate nella fattoria del nonnino è diventata ancora più bella.

Racconto di Ylenia